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sabato 29 maggio 2021
mercoledì 21 aprile 2021
60 anni della nascita della nostra Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e della vittoria di Playa Giron
Care compagne e cari compagni,
l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba il prossimo 23 Aprile compirà il 60° anno dalla fondazione, data che coincide con la vittoria del popolo cubano contro i mercenari che sono stati protagonisti dell’invasione statunitense di Playa Giron.
Nei giorni 17 e 19 aprile del 1961 molti cittadini italiani sono scesi spontaneamente in piazza nelle principali città dal paese per manifestare la loro solidarietà con la Rivoluzione Cubana.
Questi sono stati i primi nuclei che posteriormente avrebbero formato l’organizzazione che oggi conta 60 circoli e circa 3500 membri in tutta Italia.
Con sei decadi di esistenza, l’ANAIC è una delle più antiche e dinamiche organizzazioni di solidarietà con Cuba in Europa, con un lavoro ininterrotto in difesa dell’Isola e delle sue principali cause.
Durante questi anni di lavoro, i suoi membri sono riusciti a sommare alla difesa di Cuba differenti settori della società italiana, compresi leader sindacali, politici, oltre ad artisti riconosciuti ed intellettuali.
Sottolineiamo la lotta contro il bloqueo statunitense, il ritorno di Elian Gonzalez e la libertà dei Cinque Eroi cubani che sono stati incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti per più di 15 anni. Inoltre, l’associazione si è battuta in difesa della Rivoluzione Bolivariana del Venezuela e di altri processi rivoluzionari latinoamericani.
L’ambasciatore cubano in Italia, Josè Carlos Rodriguez, ha qualificato l’ANAIC “come un baluardo instancabile della solidarietà del popolo italiano verso il popolo di Cuba e verso altre cause nobili e popolari che in America Latina e nei Caraibi, od in altre latitudini, hanno combattuto e combattono la disuguaglianza e le ingiustizie, che oggi continuano a lacerare il nostro mondo”.
Il diplomatico ha esortato la nostra organizzazione a continuare a lavorare insieme alla Rivoluzione Cubana ed al suo popolo contro il bloqueo, nell’impegno di edificare una società socialista, prospera e sostenibile.
Come ben sapete, per le restrizioni dovute al Covid-19, ci vediamo costretti a festeggiare online l'evento che tanto aspettavamo.
Ci saranno tanti ospiti importanti da Cuba e dall’Italia come potete vedere nell’allegata locandina invito.
Un appuntamento importante e invitiamo tutti a seguirci attraverso tutti i nostri canali e a darne massima diffusione, vi invitiamo a seguirci attraverso i nostri canali.
https://www.youtube.com/channel/UCMx9GV7c0FJ2-m_4Xr3HY7A
https://www.facebook.com/associazione.italiacuba.
Seguimos en combate!
Italia-Cuba circolo “Sado Sadovski” Senigallia
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martedì 30 marzo 2021
ONU, la vergogna dell’Italia - di Fabrizio Casari
da altrenotizie.org del 29/03/21.
Pochi giorni fa, al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, è stata votata una mozione che chiedeva la sospensione delle sanzioni unilaterali statunitensi ed europee nei confronti dei paesi considerati “avversari politici”. Sono 21 le nazioni che subiscono i provvedimenti unilaterali ed arbitrari di USA e UE: tra questi Cina, Russia, Iran, Venezuela, Cuba, Nicaragua. Tra i Paesi sanzionati non compaiono Arabia Saudita e Israele, Turchia, Ungheria, Polonia, Stati Uniti e Spagna; dunque come si può facilmente intendere, sono misure di guerra politica e commerciale fatta dai paesi Nato contro i paesi indipendenti, i diritti umani non c’entrano nulla.
La ragione della mozione è facilmente intendibile a chi non ha il risiko come orizzonte mentale. Le sanzioni unilaterali, di per se stesse illegittime ed illegali, in un contesto come quello della pandemia diventano un crimine internazionale, perché attraverso l’impedimento ad acquisire sul mercato internazionale quanto necessario, incidono direttamente sulla capacità di ogni Paese di dotarsi dei sistemi di sorveglianza sanitaria necessari per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Proprio per l’effetto orizzontale su tutta la popolazione che le sanzioni determinano, viene meno ogni tentativo di giustificarne l’introduzione a salvaguardia dei “diritti umani” e ancor più l’esclusivo danno procurato a carico di figure specifiche, risultando evidente, invece, l’impatto violento e criminale delle sanzioni sulla popolazione in generale. Dunque, la loro sospensione in un contesto di lotta globale contro la pandemia risulterebbe un gesto di buon senso e in parte coerente con gli scopi che dichiarano, mentre applicare e rinforzare le sanzioni già esistenti rappresenta un tentativo palese di genocidio.
Già il fatto che una mozione contenente elementi di assoluto buon senso e umanità debba essere messa ai voti appare un’assurdità, ma il fatto che alcuni paesi UE membri del Consiglio di Sicurezza abbiano votato contro questa risoluzione appare francamente sconcertante. Un passo avanti sul sentiero della barbarie, un esempio fetido di cinismo geopolitico, con cui chi promulga sanzioni dimostra che esse sono destinate a generare quanta più morte e sofferenza possibile per piegare i rispettivi governi, non certo aiutare le popolazioni, che vengono invece condannate a morte proprio con le sanzioni. Emerge quindi la verità sulle sanzioni: chi le esercita non vuole difendere i diritti, vuole sconfiggere il suo avversario politico e commerciale, costi quel che costi.
Peraltro, nessun governo è mai caduto sotto i colpi delle misure statunitensi ed europee, che dunque si rivelano inutili ai fini dichiarati e solo strumento di aggravamento delle condizioni socioeconomiche di paesi che Washington ritiene concorrenti e non disponibili a consegnarsi al suo comando. Una espressione di feudalesimo atomico inefficace e ormai spudoratamente utile solo a procurare vantaggi commerciali agli USA, sprofondati in una crisi socioeconomica e politica mai vista nella loro storia.
La mozione fortunatamente è passata, pur non avendo carattere vincolante per Washington e Bruxelles, che incapaci di governare il mondo cercano di dominarlo. Ma il voto italiano indigna, perché Roma, in una apoteosi di servilismo atlantista - che con Draghi è ulteriormente aumentato - ha votato come gli Stati Uniti hanno ordinato. Una dimostrazione di mancanza di dignità e anche di memoria, visto ad esempio il contributo cubano all’Italia in occasione della pandemia.
Il valore di un gesto, a volte, non ha misura. Vale per ciò che è, pesa indipendentemente da quanto conta, significa più di quel che può ottenere. E’ un gesto, appunto: la materializzazione di un simbolo che nel suo significato squarcia ogni concretezza, irrompe con la forza di un sentimento nel muro eretto a separare corpi, idee, ambizioni e sogni.
Per questo, anche solo per una banale ragione di decenza, se non si ha idea di cosa sia la gratitudine, il voto dell’Italia avrebbe dovuto essere diverso. Roma avrebbe potuto, schierarsi con il Segretario Generale dell’ONU e con Papa Francesco nel chiedere la sospensione di ogni sanzione, almeno fino a quando durerà l’emergenza pandemica. Invece no, ha preferito obbedire a Biden, presidente per mancanza di prove di un Paese all’angolo da dove ormai, in crisi di leadership, riesce solo a sputare veleno.
Leggi tutto...sabato 6 febbraio 2021
venerdì 25 dicembre 2020
buone feste e sereno 2021
Car* Compagn*,
nel formulare i migliori auguri di buone feste e sereno 2021 a voi e ai vostri cari il circolo di Senigallia dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba invita le singole cittadine e cittadini, le associazioni di solidarietà con Cuba, le organizzazioni sociali, culturali e politiche a sostenere la candidatura al premio Nobel per la pace 2021 alla Brigata Medica Internazionale Henry Reeve.
Di seguito l’appello dei compagni dell’USB che, a nostro avviso, riassume come meglio non si potrebbe il perché sia meritato questo riconoscimento internazionale a Cuba.
Il direttivo del circolo di Senigallia.
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La seconda ondata pandemica sta riprendendo con una potenza maggiore di quella iniziale. Non è responsabilità della malasorte o del caso, ma di scelte politiche criminali, dettate da Confindustria e dalle grandi multinazionali, che impongono ad un governo servile l’apertura delle grandi fabbriche e di tutto l’indotto, causa principale di diffusione della pandemia. È la “razionalità” del capitalismo, che sacrifica la salute e la vita delle maggioranze sull’altare del profitto.Mentre di fronte all’incedere del virus le frontiere dell’Unione Europea si chiudevano a riccio, a difesa delle economie degli Stati più ricchi, i cosiddetti paesi “frugali” guidati dalla Germania, un paese del terzo mondo ci ha inviato un aiuto insperato ed inspiegabile secondo i canoni della concorrenza mercantilistica e del feroce interesse egoistico.
Un’altra razionalità si è messa in moto in questi mesi terribili, quella della solidarietà internazionalista, che ha portato anche in Italia - come in altre decine di paesi del mondo - una brigata di medici, infermieri e tecnici cubani a sostenere la disastrata sanità lombarda e piemontese nel momento di maggior picco pandemico, da marzo a maggio 2020.
Parliamo della Brigata Medica Internazionale Henry Reeve, già nota alle cronache per il suo impegno contro altri flagelli indotti dal distorto modello di sfruttamento capitalistico, come l’epidemia da Ebola in Africa, ma anche contro epidemie frutto della miseria. Ci riferiamo alla Misión Milagro in America Latina, che dal 2004 aiuta persone con scarse risorse affinché possano essere operate gratuitamente per vari problemi oculari. Ad oggi oltre un milione di poveri hanno riacquistato la vista grazie a quella Missione.
Drammaticamente, il Covid-19 ha messo di nuovo a confronto due modelli sociali ed economici, che hanno dato risposte sia immediate sia strutturali radicalmente differenti alla pandemia, ottenendo risultati diametralmente opposti. Basta leggere i dati dell’OMS per capire la differenza tra la devastazione in atto nei paesi a capitalismo avanzato e la situazione nei paesi socialisti come Cuba, il Venezuela, il Vietnam, la Cina, il Kerala (India). Questi paesi stanno dimostrando che è possibile mettere sotto controllo il virus, senza dover attendere il vaccino. È sufficiente mettere al primo posto la vita dei popoli, piegando ad essa la produzione ed il profitto.
Il governo cubano, sin dal primo gennaio 1959, quando le colonne guidate da Fidel Castro e Ernesto Che Guevara entrarono vittoriose a La Habana, ha fondato la sua ragion d’essere sulla difesa della salute, del lavoro, della cultura, dei servizi alla persona, come la casa per tutti, l’assistenza agli anziani e ai bambini, la difesa della natura, ma anche sulla solidarietà internazionalista, racchiusa nella parola d’ordine “Noi esportiamo medici, non bombe”
La Brigata Medica Internazionale Henry Reeve incarna e rappresenta in pieno quelle conquiste, che sono la materializzazione di una umanità abolita di fatto nel nostro paese, così come in tutti i paesi del cosiddetto “primo mondo”.
Il premio Nobel per la pace a questi uomini e donne, che di fronte ad ogni catastrofe sono pronti a lasciare il proprio paese e i propri affetti per rischiare la vita a favore di persone sconosciute, è un premio alla concezione del mondo che rappresentano, in un’epoca nella quale la vita stessa del genere umano è in pericolo, a causa della irrazionalità di un sistema economico che ancora domina su gran parte del pianeta.
L’Unione Sindacale di Base conosce bene il popolo e il governo cubani, dai quali ha sempre tratto ispirazione nel quotidiano impegno al fianco del mondo del lavoro e dei settori popolari del nostro paese, brutalizzati dallo sfruttamento e dalla negazione di diritti sociali, sindacali e politici.
Per questo siamo orgogliosi di sostenere in tutto il paese la campagna a sostegno della candidatura al premio Nobel per la pace 2021 alla Brigata Medica Internazionale Henry Reeve.
Sosteniamo il Nobel per La Pace alle Brigate dei Medici Cubani.
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