martedì 13 settembre 2011

13 anni d'ingiustizia! Libertà per i 5.


Cari compagni,
ieri 12 settembre si sono compiuti 13 anni dall'arresto dei Cinque compagni cubani, tuttora detenuti nelle carceri degli Stati Uniti.
In tutti questi anni la nostra Associazione ha fatto iniziative di ogni tipo per far conoscere l'ingiusta condanna subita dai Cinque, dopo un processo ritenuto illegale dal Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite. Anche dieci Premi Nobel, centinaia di parlamentari di tutto il mondo e diverse decine di organizzazioni legali e dei Diritti Umani di varie nazioni, Stati Uniti compresi, hanno richiesto la revisione del processo.
La parte legale del processo è terminata e solo il lavoro della solidarietà li può aiutare. Dobbiamo chiedere a gran voce al Presidente USA Barak Obama la libertà per i Cinque.
Noi del circolo Italia-Cuba di Senigallia organizzeremo nuove iniziative per richiamare l’attenzione sui cinque compagni cubani e chiediamo a tutti le persone che amano la verità e la giustizia che si attivino per far conoscere di più all'opinione pubblica italiana questo caso.
E’ inoltre importantissimo scrivere mail al presidente Obama entrando semplicemente nel sito http://www.whitehouse.gov/contact (vedi le istruzioni sotto riportate). Nella parte messaggio vi invitiamo a scrivere: President Obama, Free the Cuban Five. They are innocent.
Vi ricordiamo che grazie alle centinaia di mail che sono arrivate da tutto il mondo alla Direzione del Carcere dove era detenuto Gerardo è stato possibile farlo uscire dall'isolamento.
Bisogna credere in quello che facciamo quindi al lavoro cari compagni e compagne,solo cosi possiamo aiutare i Cinque.

GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE RIUSCIRETE A FARE PER PORRE FINE A QUESTA INGIUSTIZIA.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

Il direttivo del Circolo ‘Sado Sadovski’ Senigallia.

DIFFERENTI FORME PER COMUNICARE CON LA CASA BIANCA
PER TELEFONO: 202-456-1111
SE SI CHIAMA DA FUORI GLI STATI UNITI MARCARE IL CODICE INTERNAZIONALE DEL RISPETTIVO PAESE + 1 (Codice UE) 202.456.1111
PER FAX: 202 456-2461
Se si invia un fax da fuori degli Stati Uniti MARCARE IL CODICE INTERNAZIONALE DEL RISPETTIVO PAESE + 1 (Codice UE) 202-456.2461
PER POSTA ELETTRONICA: HTTP://WWW.WHITEHOUSE.GOV/CONTACT
Istruzioni per le persone che non leggono inglese per inviare un messaggio di posta elettronica al Presidente Obama
vanno riempite solo le domande con un asterisco (*)
Dove dice First Name scrivere il proprio nome
Dove dice Last Name scrivere il cognome
Dove dice E-mail scrivere indirizzo di posta elettronica
IMPORTANTE: “Type” non ha l' asterisco però DOVETE CLICCARE SU “Internacional” PER POTER CONTINUARE.
Dove dice Country scrivere il vostro Paese
Dove dice Subject: scegliete “Foreign Policy”
Dove dice Message scrivere il vostro messaggio che non deve contenere oltre 2.500 caratteri.
Alla fine copiate testualmente la frase CHE appare nello spazio dove dice “type the two words” lasciando uno spazio tra le due parole.
Per inviare il messaggio cliccate su Submit Leggi tutto...

lunedì 22 agosto 2011

Domenica 18 settembre visita al Museo F.lli Cervi e al Campo di prigionia di Fossoli.


Domenica 18 settembre 2011
Organizziamo una gita in pullman alla scoperta dei
LUOGHI DELLA MEMORIA
Museo dei Fratelli Cervi Gattatico RE
Ex campo di Prigionia di Fossoli Carpi MO


PROGRAMMA:
06:30 Partenza da Jesi Porta Valle
07:00 Partenza dalla stazione di Senigallia
10:30 Arrivo a Gattatico, visita guidata del Museo Alcide Cervi.
13:00 Pranzo con porchetta nel parco del Museo Cervi.
15:00 Partenza per Carpi
16:00 Visita guidata al campo di prigionia di Fossoli.
18:00 Rientro con sosta in autogrill
21:00 Arrivo a Senigallia
21:30 Arrivo a Jesi

Nella quota di partecipazione di 35 euro (20 euro per i minori di 18 anni) sono compresi:
-Viaggio in pullman gran turismo
-Pranzo con porchetta, salumi, dolce, vino, rum, grappa e bibite!
-Ingresso con visita guidata al Museo Cervi e all’ex campo di prigionia di Fossoli.

Info e prenotazione (entro il 10 settembre) ai seguenti numeri: Peppe 339/8242575 - Maurizio 333/3745938 - Gianclaudio 334/5478822

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’ANPI, l’ARCI e l’Associazione LIBERA di Jesi, al fine di poter disporre al meglio l’assegnazione dei posti chi volesse partecipare è pregato di prenotare con anticipo e dare conferma entro il 10 settembre.

La gita non si effettuerà nel caso in cui il numero dei partecipanti fosse inferiore a 45.


Leggi tutto...

giovedì 11 agosto 2011

E' il capitalismo bellezza!


L’Italia, non da oggi, è di fatto commissariata dalla BCE, sperando che non arrivi il turno del Fondo Monetario Internazionale. La politica in quanto tale non conta più nulla, ogni decisione economica (cioè le uniche decisioni che dettano l’indirizzo di un governo e marcano le differenze fra destra e sinistra) vengono prese direttamente dalla sede della Banca Centrale Europea, nonché dai famigerati mercati. Vediamone le conseguenze.
Quella che salta agli occhi più nettamente è che questa cosiddetta crisi finanziaria, o attacco speculativo all’Italia, ha di fatto sospeso la democrazia nel nostro paese, dopo averlo fatto con la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda e la Spagna (più altre decine di stati “sovrani” in giro per il mondo nelle mani del FMI). I governi in carica non hanno la possibilità di decidere alcunché; proprio come negli anni belli delle dittature latinoamericane, chi decide quali politiche attuare sono alcune strutture economiche controllate dai fondi d’investimento, dalle grandi multinazionali e da alcune grandi banche. E’ in atto un colpo di stato contro la democrazia occidentale, che si sta sperimentando nei paesi più esposti per “sondare” il terreno. La politica, fino a prova contraria, è l’unico strumento che può realizzare lo sviluppo democratico di un territorio. Se la politica non influisce più, se gli si tolgono gli strumenti per governare, ci sono buoni motivi per avere paura. Proprio quella che dovremmo avere tutti noi in questo momento. Abbiamo gridato (giustamente) al fascismo di ritorno nel quale stavamo sprofondando, al neoliberismo che ci governava, a una democrazia svuotata di significato e contenuti. Ma non è niente rispetto a quello che potrebbe accadere se l’Italia accettasse gli aiuti internazionali.
Altro piccolo problema: è stato preparato da mesi il terreno culturale per questo colpo di stato strisciante. Da tempo, e specialmente in questi ultimi giorni, è in atto una equiparazione semantica fra i concetti di “mercato” e “cittadini”. I mercati che bocciano la finanziaria italiana vengono dipinti come insieme di cittadini, risparmiatori, contribuenti, investitori, che bocciano la politica del governo. Un crollo a Piazza Affari viene equiparato ad un sondaggio contro Berlusconi. L’unica soluzione proposta per porre fine a questa ondata speculativa viene individuata nel governo tecnico. E invece i mercati non sono i cittadini, non sono i risparmiatori, non sono gli investitori privati. I mercati azionari non sono formati dai cittadini, il cittadino non investe in borsa. La borsa è il terreno in cui si operano le plusvalenze fra le grandi società azionarie. E’ il terreno della finanza. Il cittadino non ha accesso alla borsa. Tutt’al più, quei pochi cittadini che hanno ancora soldi da parte e intendono investirli in banca comprano i Buoni del Tesoro. Nessuno gioca con la borsa, e soprattutto non sono quelli che determinano perdite o ricavi con le loro vendite. Le borse sono il terreno di caccia dei grandi fondi speculativi, che vendendo o comprando in blocco milioni di euro in titoli determinano le perdite o i guadagni in borsa.
Nessun insieme di cittadini, italiani o esteri, sta bocciando l’Italia. Sono i grandi fondi speculativi, lo ribadiamo per l’ennesima volta, che stanno provando a debilitare il sistema finanziario italiano per poi passare al raccolto, cioè al commissariamento del paese, l’intervento dei fondi salva stati e del FMI, con conseguente svendita e privatizzazione di tutta l’industria nazionale. E’ un gioco che è andato avanti per un secolo intero in altre parti del mondo, dall’Asia all’America Latina all’Africa.
I mercati quindi non sono il termometro dell’opinione pubblica verso il governo. Questa infame ricostruzione ideologica ha però ormai pervaso ogni racconto pubblico di ciò che sta accadendo. Ogni analisi parte dal presupposto che il governo deve dare fiducia ai mercati, oppure sondare l’umore degli investitori, o anche rispondere agli stimoli provenienti dalle borse. E’ una delle più false (e riuscite) intossicazioni della percezione pubblica di ciò che sta accadendo.
Incredibilmente, in questo teatro del non-sense che è l’Italia, tutti questi discorsi che abbiamo fatto li sta facendo il centrodestra, che è costretto a ribattere a tutte le accuse assurde che gli vengono rivolte dal centrosinistra. Nel nostro paese è il centrosinistra il portavoce dei mercati, dei governi tecnici, dei tagli al welfare, dei pareggi di bilancio, della controriforma delle pensioni, della controriforma continua del mercato del lavoro; mentre al centrodestra è lasciato il compito di ribattere politicamente a queste accuse dicendo paradossalmente una parte della verità: l’attacco finanziario all’Italia è appunto fatto dai grossi speculatori internazionali, che non sono i cittadini che hanno paura e vendono azioni, ma sono i fondi d’investimento che muovono milioni di azioni e determinano il quadro finanziario del nostro paese.
Proprio per questa ragione, l’Italia è l’unico paese del mondo che non sta protestando contro la crisi e i suoi effetti, ma avalla unanimemente la cura neoliberista, come la CGIL, che firma senza vergogna il documento di smantellamento dello stato sociale con la Confindustria. Protestano in tutti i paesi d’Europa sotto attacco, tranne che in Italia. La ragione, come abbiamo detto prima, è che il portavoce del governo BCE-FMI è proprio il centrosinistra. A fronte di un centrodestra impegnato a smentire questa falsissima lettura della situazione.
Le opzioni invocate in questi giorni come rimedi necessari per fare fronte alla crisi sono le solite di questo infame trentennio: la riforma del mercato del lavoro, come se non fosse stato riformato a più riprese in questi anni e sempre in chiave neoliberista e precarizzante; l’aumento dell’età pensionabile, da portare a settant’anni; il taglio netto dello stato sociale; e, infine, la cosa più ridicola del mondo: i tagli alla politica e la soppressione delle province. Come se non esistessero le province in tutto il mondo (in Francia hanno addirittura le elezioni cantonali, si avete capito bene, oltre a regioni, dipartimenti e comuni hanno anche i cantoni); come se tagliare cento o duecento deputati sia un possibile palliativo a questa crisi.
Questo è il dramma culturale in cui siamo sprofondati, cercare di uscire dalla crisi chiedendo una “moralizzazione” della politica, senza contare il panorama politico in cui le opposizioni di centrosinistra appoggiano le ricette neoliberiste e il governo di centrodestra che non sa cosa dire. E’ il capolavoro culturale del capitale: quello di comprendere in sé ogni forma di opzione politica presente su un territorio. Destra e sinistra non hanno più ragion d’essere, sono due fazioni politiche del neoliberismo che governa l’Italia. E chi dovrebbe stare all’esterno di questo teatrino neoliberista, tenta di guadagnarsi una sua visibilità cercando l’accordo proprio con chi è complice di tutto ciò che sta accadendo nel nostro paese. Invece di rivendicare, oggi più che mai, una nostra effettiva autonomia politica, ci dibattiamo ancora su quale strategia elettorale portare avanti per abbattere Berlusconi. Stiamo ancora a Berlusconi, non avendo capito che la democrazia in Italia potrebbe non essere più una cosa scontata. da Militant
Leggi tutto...

mercoledì 27 luglio 2011

Seguimos en combate!


Oggi è l’anniversario dell’assalto al Moncada, un giorno importante per tutti gli antimperialisti e i rivoluzionari che non hanno abdicato all’idea di fare del mondo un posto più giusto. Il 26 luglio del 1953 a Santiago de Cuba la “generazione del centenario” tentò l’assalto alla caserma Moncada. Quel principio di rivoluzione venne soffocato nel sangue dalle truppe di Batista eppure quei compagni seppero imparare dalla sconfitta e solo tre anni più tardi tornarono ad assaltare il cielo. All’inizio erano solo 82, eppure riuscirono a sconfiggere quello che allora era l’esercito meglio armato dell’America Latina. Chi vuole può! Leggi tutto...

domenica 17 luglio 2011

Capitalismo, scenari sempre più cupi.


Da fonti “ufficiali” si conferma che i salari degli operai americani sono in calo dal 2007 (e la classe media piange su un reddito sostanzialmente fermo dal 1973) e questo avrebbe dato ultimamente qualche vantaggio ai profitti societari, in regime di monopolio del sistema. Se un guadagno c’è stato, non ha certamente incentivato gli investimenti ma la tesaurizzazione. Lo stesso vale per l’Europa e il Giappone, mentre — con le meningi sotto sforzo… — persino gli esperti del capitale cominciano ad ammettere che la crisi avrebbe avuto inizio fin dagli anni Settanta ed a causa della tendenziale caduta dei saggi di profitto, come da noi — vetero marxisti — sempre sostenuto.
Ovunque la “domanda” di merci si è forzatamente spenta:soddisfare i bisogni essenziali di miliardi di esser umani non è sicuramente in testa alle preoccupazioni del capitale! I redditi dei salariati e dei pensionati sono in calo, l’occupazione è in molti casi sottoccupazione; la spesa pubblica è in piena crisi, ovunque si taglia e si suona la fanfara di “sudore, sacrifici e sangue” per chi finora non ha conosciuto — in dosi più o meno sopportabili — altro che un simile trattamento. Oggi, ecco la novità!, il tutto sarebbe da “rafforzare”…
Inutile, al di là e al di qua dell’Oceano, il ricorso alle aste truccate di prodotti tossici, o i tentativi di nascondere i cumuli di immondizia finanziaria imbrogliando l’opinione pubblica con gli annunci di fantomatiche nuove regole di trasparenza. Mentre le borse alternano periodi di stasi a periodi in cui divampano falò di centinaia di miliardi di dollari o di euro, la crescita industriale è sempre in frenata e il “panico economico” serpeggia ormai quotidianamente alternandosi, sottovoce, al famoso ritornello: “Tutto va bene, madama la marchesa”. E si piange, a cominciare dagli Usa, attorno ad una produttività dichiarata in stallo, illudendosi che una sua eventuale ripresa possa portare ad un aumento dell’occupazione e dei consumi. Siamo a livelli di imbecillità, o meglio di gangsterismo economico senza precedenti. Persino l’ottimismo dei capitalisti cinesi comincia a venir meno di fronte all’allarme inflazione e ad un rallentamento dei ritmi di crescita.
Per il capitalismo USA, come detto sopra, con un deficit della bilancia commerciale ormai oltre i 50 miliardi di dollari e le sue esportazioni dichiarate “non sufficientemente competitive”, le cose non vanno meglio. In particolare pesano, anche per l’Europa e il Giappone, le importazioni dei barili di petrolio (miliardi dollari che incrementano le riserve valutarie dei paesi produttori e affamatori di masse in miseria) mentre Washington è sempre in polemica con Pechino per una rivalutazione dello yuan, al momento solo frazionale. La disoccupazione mondiale è alle stelle: siamo in presenza di un trend, riguardante in modo specifico la disoccupazione giovanile mondiale, che si traduce in un continuo peggioramento dei livelli di vita, sia presenti che in prospettiva, per una generazione perduta di ragazzi. Proletari, innanzitutto, ma con forti ripercussioni anche nelle classi medie. In questi cupi scenari, il nostro lavoro va intensificato e condotto con una chiara e precisa indicazione: rafforzare la formazione dell’indispensabile partito politico della classe operaia e del proletariato intero. Per il programma del comunismo, oggi di estrema attualità contro il dilagante imbarbarimento economico e sociale. Leggi tutto...

lunedì 11 luglio 2011

XIII Festa dei Popoli - Ancona Pietralacroce


Questo è l'inizio del post. E questo è il resto. Leggi tutto...

sabato 2 luglio 2011

Equa la Festa Jesi


7-8-9 luglio 2011
Ostello Villa Borgognoni - Jesi (An)
Via Crivelli 1 (angolo Via Gramsci)

PROGRAMMA

Giovedì 7 luglio

h.17 Apertura stand espositivi e attività associ-attive permanenti
h.18 Inaugurazione arancione
Laboratorio ritmo musicale, a cura di David Uncini per adulti e bambini (su prenotazione, gruppi max 5/7 pers.). Per info: 328.1446496 trpche@hotmail.it
h.18,30 Presentazione del libro di Marco Boschini e Michele Dotti L'anticasta. l'Italia che funziona, con la partecipazione di Michele Dotti.
Segue il dibattito Cambiare il Paese piuttosto che cambiare Paese, incentrato sulle iniziative e le proposte dell’Associazione Comuni Virtuosi. Intervengono, insieme a Michele Dotti, Alessio Ciacci, assessore all'Ambiente del Comune di Capannori (Lu) e Luca Fioretti, sindaco di Monsano (An). Modera Maria Francesca Alfonsi, giornalista del TGR Marche.
Aperitivo a km 0
h.21 Cena multiculturale
h.22 Concerto Funkastigo Unplugged (genere funky, blues e soul)

Venerdì 8 luglio

h.17 Apertura stand espositivi e attività associ-attive permanenti
h.17,30 Laboratorio ritmo musicale, a cura di David Uncini per adulti e bambini (su prenotazione, gruppi max 5/7 pers.). Per info: 328.1446496 trpche@hotmail.it
h.18,30 Incontro con Marco Bersani (Attac Italia) sul tema "I beni comuni dopo il referendum"
Aperitivo equosolidale
h.21 Cena multiculturale
h.22 Concerto Charango y Tambor (dai ritmi uruguayani a quelli argentini, dai cubani a quelli brasiliani, fino ad arrivare a brani di puro folklore e di musica tradizionale sudamericana)

Sabato 9 luglio

h.10 “Consigli per gli acquisti multiculturali” - tour cittadino nei bazar di quartiere
(su prenotazione; per info: 347.4821202 parisconsuelo@tiscali.it; ritrovo partecipanti in Piazza della Repubblica)
h.13 Pranzo macrobiotico su prenotazione (info: 347.8093140 alessandratd@libero.it)
h.15 Apertura stand espositivi e attività associ-attive permanenti
Seminario per educatori Il metodo strutturale maieutico di Danilo Dolci
(su prenotazione; info: 333.2436825 chiara.stancati@yahoo.it)
h.17 A tutto GAS: esperienze su un nuovo modo di fare spesa
A cura di REES Marche nell'ambito del progetto "Oggi si Acquista Bio", promosso da REES Marche e co-finanziato dalla Regione Marche
Per bambini: lettura animata del libro Re Carognone e l'acqua rubata, di Silvia Forzani (Ed. Girotondo), con a seguire laboratorio. A cura della Libreria Kirikù di Jesi e di Caterina Fantoni, artista anconetana
h.19 Danilo Dolci. Una rivoluzione non violenta. Presentazione della biografia di Danilo Dolci con l’autore Giuseppe Barone, vicepresidente del Centro per lo sviluppo creativo “Danilo Dolci” di Palermo. Letture a cura del Teatro Rebis di Macerata.
“Libera” l'aperitivo
h.21 Cena multiculturale
h.22 Concerto Cherry Cave (genere funky, rythm and blues, soul)

Attività associ-attive permanenti:
- laboratori per adulti e bambini (manipolazione argilla, trottole, happy mais, cucina naturale e ritmo musicale)
- pratiche di benessere fisico e psichico (Metodo Feldenkrais ®, shatsu, Arte di Mahikari, Reiki, massaggio plantare, cristalloterapia, “just scream!” e tai chi chuan-stile yang)
- banchetti associazioni
- cucina etnica, locale e bar equosolidale
- angolo del baratto
- Muito Brasil by www.radiotlt.it (la webradio dei Centri di Aggregazione della Vallesina)

Organizzatore capofila dell'evento: Associazione di volontariato SpaziOstello Onlus Leggi tutto...

domenica 19 giugno 2011

6° FESTIVAL ANTIRAZZISTA


“Get up, stand up! Stand up for your rights!”
Bob Marley


I ragazzi dei Filottrano City Rockers, in collaborazione con l’Ass. Kowalsky tornano, per il sesto anno consecutivo, ad invitarvi entusiasticamente al
FESTIVAL ANTIRAZZISTA 2011 che si terrà, come di consueto, nell’area verde di Cantalupo a Filottrano (AN) l’ultimo weekend di Giugno...(24-25-26 Giugno 2011).

Il festival, sempre ad ingresso gratuito,quest’anno dedicato a
BOB MARLEY prevede tre giorni di grande musica, con circa 40 gruppi provenienti da tutta Italia e oltre!
Tanta buona musica, tanti artisti, colore e divertimento per dire sempre con più forza NO al razzismo e alla discriminazione.
Questi sono alcuni nomi dei gruppi partecipanti:
AFRICA UNITE, FOLKABBESTIA, KAOS ONE, THE GANG, NED LUDD, NUJU, SANTERE’ (Brasile), MALAKATON (Spagna), ANIMA EQUAL (Senegal), OFFENDERS (Germania), XIII CHAPTER (Germania), DEVASTED, AVVOLTOI, FOUR BY ART, GLI AMICI DELLO ZIO PECOS, NATURAL DUB CLUSTER, e tutti i gruppi della rete dei Filottrano City Rockers.

All’interno dell'Area Verde saranno presenti banchetti di svariate associazioni culturali e umanitarie come Ambasciata dei Diritti, Ya Basta!, Amnesty International, Anpi, Ass.Joe Strummer Magenta,
Bambini nel deserto,Centro studi libertari"L.Fabbri, Emergency,Gruppo Esperantista Marchigiano, Greenpeace, Italia Cuba, Libera, L.u.p.o., Assemblea permanente Urbino, Jassart...
INFO http://www.filottranocityrockers.it/wp/ Leggi tutto...

martedì 14 giugno 2011

Referendum missione compiuta


di Fabrizio Casari
Quattro SI messi insieme fanno un NO enorme. Poche volte, in passato, un quorum aveva così ben rappresentato un giudizio popolare complessivo sul governo, le sue politiche economiche e sociali, il suo conflitto con la Costituzione, prima e oltre che quello con le altre istituzioni dello Stato. Il quorum, atteso e temuto, è arrivato come uno tsunami sui flutti del governo che ha tentato ogni mossa, anche la più furbetta, anche la più indegna, per evitarlo. Non sono servite a nient’altro che a determinare l’entità e il peso della sconfitta dell’Esecutivo. Ventisei milioni di italiani hanno dato inizio alle pratiche di divorzio tra la destra e il Paese.
Questo è l'inizio del post.
Non è bastato il silenzio stampa da parte dei grandi media, siano essi privati o pubblici al servizio di un privato. Non è stato sufficiente nemmeno cercare di disincentivare l’affluenza alle urne con inviti diretti a non votare, spalmati in lungo e largo dalle dichiarazioni del Premier fino alle previsioni del tempo del Tg minzoliniano. E nemmeno l’ultimo, disperato tentativo d’includere gli italiani residenti all’estero con la speranza di aumentare ulteriormente la soglia del quorum è andato fallito.
Il popolo italiano, attivatosi sui territori, nei posti di lavoro, sulla rete web, è sceso in campo nel vero senso della parola, riscoprendo il gusto e il piacere della mobilitazione, dello schierarsi contro un pacchetto di misure che sono state considerate inique, sbagliate, pericolose per tutti e convenienti solo per lobbies e cricche che perseguono i loro interessi in spregio a quelli collettivi.
Il risultato straordinario ottenuto pone alcune riflessioni, che riguardano tutto lo schieramento politico, siano essi di governo o d’opposizione. Il Governo può solo ammettere la sconfitta: suoi erano i provvedimenti sottoposti al giudizio popolare, sue le scelte politiche che li avevano proposti, sua l’ideologia che li aveva ispirati. E, ancor più, indicano con chiarezza che il “tocco magico” del Premier è ormai un pallido ricordo.
Berlusconi, infatti, appare ora come un re Mida alla rovescia, tale è ormai il sentimento generale di ripudio che il popolo italiano gli tributa ad ogni apertura di urne, siano esse destinate al voto amministrativo o a quello referendario. Già il cavaliere aveva miseramente perso il referendum sulle modifiche costituzionali e quelli di ieri sono voti che raccontano, definitivamente, l’irrilevanza delle indicazioni del capo del governo sul tessuto del Paese.
Ha invitato a non votare e gli italiani sono corsi a votare. Ha chiesto di sostenerlo nella sua guerra alla Costituzione - e, di conserva, alla magistratura - e gli italiani gli hanno risposto che sono dalla parte della Carta e dei doveri che essa impone a tutti, uomini di Stato in primo luogo. Impossibile non leggere una batosta per il Governo e impossibile anche non vedere il tramonto di Berlusconi che del governo è Alfa e Omega. Ha fatto molti danni e molti ancora può farne, ma nessuna proposta che giunge da Berlusconi ha ormai un quoziente di gradimento sufficiente a proporlo come guida politica del Paese e, forse, dello stesso PDL. Il paese, come ha giustamente commentato Bersani, ha divorziato da Berlusconi. Berlusconi non è più maggioranza, non incarna più il senso comune degli italiani.
Ma i messaggi arrivano chiari anche all’opposizione, in particolare al PD, che ai referendum non aveva creduto sin dall’inizio, nel timore che il mancato raggiungimento del quorum potesse produrre una vittoria di Berlusconi di cui davvero non c’era bisogno. Ma, soprattutto, la lezione che il centrosinistra deve trarre da questa battaglia vinta è che nonostante 17 anni di berlusconismo, il tessuto democratico di questo paese tiene. E non solo quello che si manifesta nelle istituzioni che resistono ai golpe striscianti della maggioranza, ma quello che vive nel cuore della società italiana, che al momento buono sa riscoprire il valore determinante della sua capacità di mobilitazione e, quindi, della sua capacità di determinare una nuova fase politica.
Associazioni di ogni tipo, articolate su tutto il territorio, organizzazioni sociali, gruppi d’iniziativa e forze politiche, che in questi lunghissimi e difficilissimi anni ha lavorato sul territorio, nelle scuole, nei posti di lavoro, nella comunicazione online, in condizioni di cattività, senza risorse se non quelle provenienti dalla loro volontà di non mollare, hanno costituito il collante fondamentale che, insieme alla forza elettorale dei partiti d’opposizione, ha creato i presupposti prima politici, poi numerici, per proporre la sconfitta del Governo. Per ribaltare, insomma, i rapporti di forza elettorali.
Ora, senza voler togliere importanza agli aspetti tattici dello schieramento antiberlusconiano, senza voler ridurre il peso preponderante che una nuova legge elettorale potrebbe avere nel decidere le prossime elezioni, si deve passare dalle schermaglie parlamentari, dai riposizionamenti più o meno settimanali, a un messaggio chiaro: la sinistra, i democratici, hanno voglia di rimettersi in gioco, di uscire dalla sbornia qualunquistica di questi ultimi 17 anni e vogliono farlo sulla base di parole d’ordine precise. La sinistra tutta, complessivamente intesa, non può essere espunta dalla costruzione dell’Italia post-berlusconiana perché, semplicemente, o la sinistra ha voce determinante in questo processo o, semplicemente, questo processo non inizierà.
Proprio quel terreno così fertile di volontà di partecipazione politica da parte di milioni di italiani, che negli ultimi anni avevano disertato le urne ricche di personaggi troppo somiglianti tra loro, dev’essere quindi il tavolo su cui scrivere l’agenda politica dell’opposizione ed il suo programma di governo. Più che dedicarsi all’annoso (e soprattutto noioso) discettare sull’eventualità del coinvolgimento di Casini, il PD deve assumere una nuova direzione di marcia: il popolo italiano, a maggioranza, ha deciso che la destra berlusconiana è inadatta a governare. Aprire il confronto con questo popolo, permettergli di prendere la parola e contribuire a forgiare il programma politico per l’oggi e per il domani, é la base indispensabile per proporre un cambio di prospettiva politica, una nuova fase storica per questo Paese. Ce n’è un grande bisogno.E questo è il resto.
Leggi tutto...

venerdì 3 giugno 2011

12-13 Giugno, nessuno può chiamarsi fuori da questa sfida.


50% più uno. Sta lì il segreto del quorum, in quel ‘più uno’. Il ‘più uno’ può nascondersi nel vicino di pianerottolo cui non hai ricordato la data del voto, nella zia alla quale non hai spiegato che le centrali non stanno solo in Giappone ma le vogliono portare anche in Italia. O nell’amico che non hai accompagnato al seggio prima di andare al mare. Allora forza: tutti a caccia del ‘più uno’.
La ricetta è semplice:

1) presto ai seggi: vai a votare nelle prime ore di domenica 12 giugno: se i primi dati sull’affluenza sono buoni anche gli indecisi si decideranno;

2) informazione a domicilio: se vai a cena da un amico scarica un volantino da internet e mettilo nelle cassette delle lettere del condominio;

3) mail : spedisci a tutta la tua rubrica e condividi coi tuoi amici un promemoria per il referendum (un volantino, un video che ti piace, una foto…);

4) taxi referendario: quando vai al seggio passa a prendere un amico, accompagna qualcuno che non ha la macchina o ha problemi ad andare a votare;

5) fantasia: telefonate, sms, cene referendarie, manifesti, fai tu.

Grazie per tutto ciò che riuscirai a fare. Leggi tutto...