martedì 26 giugno 2012

Festival Antirazzista - Cantalupo di Filottrano AN

Da Venerdì 29 giugno a Cantalupo di Filottrano 3 giorni di grande musica e condivisione, tanti i gruppi e gli artisti che parteciperanno, iniziando con GIORGIO CANALI e ROSSO FUOCO, l'ex chitarrista dei CCCP ha ancora tanta voglia di esplodere, di continuare a gettare benzina sul sacro fuoco del rock'n'roll,dal vivo lui e la sua band sono un'esplosione di energia, un vero pugno in faccia. Nella stessa serata i FIGLI DI MADRE IGNOTA e le loro rumbe approssimative, polke indemoniate, klezmer inventati dal nulla., atmosfere retro', swing e canzoni rumbate, musica balcanica, per una miscela di musica per ballare e show da guardare! A seguire si esibiranno ACID RAIN - TECNICHE D'ASSALTO - NERVO & LORY PSY-DIS PATER - WARSAVIA- NON-SELF - CIANIS-FIRESONS ! Sabato 30 saliranno sul palco gli amici storici del festival tra cui i GANG dei fratelli Severini insieme a YO YO MUNDI, con il loro folk rock italiano mescolato alla canzone d'autore regaleranno una serata unica! A seguire ci raggiungeranno gli OBELISCO NERO, un'orchestra viaggiante che porta con sé un miscuglio di melodie folk,sonorità balcaniche e tradizione Klezmer. Sulle note del reggae i RED STRIPES,direttamente dal centro sociale romano Ricomincio dal Faro, porteranno il loro messaggio di ribellione e la voglia di suonare ovunque sia possibile. Ed ancora: HANGED - BLACKDUST HERESY - PUNKROBBER - RADIO SHAKEDOWN - MAGNOLIA CABOOSE - BABYSHIT - NEW REAL DISATER - NH3 - MALAEDUCACION Domenica 1 Luglio, gran finale con il ritorno al Festival dei MODENA CITY RAMBLERS, che dopo aver girato il mondo praticando l'arte del busker, da Cuba all'Irlanda, passando in Asturia e Catalogna o nei campi Saharawi in Africa Occidentale, in Bolivia, in Germania, in Sudafrica, nel Chiapas e Guatemala, in Olanda e Palestina, tornano a fare la loro musica nel modo più puro di sempre! E per concludere: SIXTY FOREVER - PARZIALMENTE SCREMATI - JAMBALAYA - PURE MARMELADE - FAKE THE FACE - QUELLI DI ANARRES - WONDER VINCENT -FOLKANTINA - ROSSO PICENO - VARNELLIS - LUCHASKALIENTES - HOMBRE ALL'HOMBRA - ANIMA EQUAL E se la musica non dovesse bastare nell'area verde di Cantalupo di Filottrano (AN) il festival propone eventi ed iniziative. Da Venerdi a Domenica : SPAZIO ESPOSITIVO PERMANENTE con la mostra fotografica "Sguardi incrociati...narrare il multiculturalismo attraverso l'obbiettivo" e l'esposizione di fumetti "Comics vs le barriere". Per non dimenticare che ogni forma d'arte va rispettata, condividendola e conoscendola, vi proponiamo anche alcuni appuntamenti da non perdere con balli,percussioni, pittura e molto altro ancora ! Venerdì: ore 20:30 presentazione corso di ballo e di percussione dell' associazione "Para una principe Enano" Sabato: ore 17:00 corso di ballo cubano dell' associazione "Para una principe Enano" ore 20:30 breve dimostrazione del corso di ballo. La giornata è dedicata alla libera espressione artistica, nel particolare la pittura. Durante tutta la giornata alcuni artisti si esibiranno nell' area del festival in live painting e accompagneranno chiunque voglia provare questa pratica !!!! L'Associazione Amicizia Italia-Cuba sarà presente con il suo stand. Hasta la victoria siempre! Leggi tutto...

mercoledì 13 giugno 2012

«No cambiaría un pedazo de la tierra de Cuba por todo el dinero que podrían darme»

Se n’è andato Teofilo Stevenson, leggenda della boxe cubana e mondiale. L’uomo che disse di no a 5 milioni di dollari americani per passare al professionismo. Decise di rimanere fedele alla Rivoluzione e, ai soldi, disse di preferire l’affetto di 8 milioni di cubani. E con affetto lo ricordiamo anche noi. Leggi tutto...

martedì 3 aprile 2012

I° Maggio a Barbara


I° MAGGIO 2012 FESTA DEI LAVORATORI

alla COLONIA CAPOTONDI RINO
via F.lli KENNEDY, 53 - BARBARA (AN)
(MUSEO AGRICOLO)

Ore 13:00 pranzo con

tagliatelle al ragù con piselli
lumachine di mare (bombetti) in porchetta
fave, pecorino, affettati misti, vini verdicchio
e lacrima, dolce, caffè e rum cubano

il tutto a 20 €

prenotarsi entro il 20 aprile ai seguenti numeri:

Giuseppe 339/8242575 – Maurizio 333/3745938

nel pomeriggio visita al museo agricolo e passeggiate nel verde musica a sorpresa
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domenica 11 marzo 2012

Cinque artisti per Cuba - Jesi 10-18 marzo



Anche l’ambasciatore di Cuba in Italia all’inaugurazione della mostra
“Cinque artisti per Cuba”, dal 10 marzo alla Chiesa di San Nicolò a Jesi
Cinque artisti italiani impegnati per la cultura cubana. Con dipinti e sculture. Artisti assai diversi nel carattere e nel linguaggio pittorico, che hanno voluto rendere omaggio ad un mondo lontano, affascinante e coinvolgente. L’associazione “Riflessi della cultura cubana, per un piccolo principe” risiede nelle Marche dal 1995. Si è sempre distinta per le finalità che la animano che hanno, come scopo principale, una migliore e più coinvolgente conoscenza della cultura cubana in Italia e, soprattutto, il confronto aperto e la sua integrazione in quella italiana. Un compito non facile, a prima vista, ma che la buona volontà di quanti hanno seguito il progetto ha reso realizzabile e universale.
Da qui nasce, con la spinta di Olga Lidia Priel Herrera, responsabile della delegazione di cubani residenti nelle Marche e dell’associazione “Per un piccolo principe” (Para un principe enano, così in spagnolo), la mostra intitolata “Cinque artisti per Cuba, dipinti e sculture”, appoggiata e patrocinata dall’Ambasciata cubana a Roma, dal Comune di Jesi e da quelli di Filottrano e di Portorecanati, dalle istituzioni provinciali e regionali. Si svolgerà dal 10 al 18 marzo a Jesi (ore 16.00-20.00), presso la Chiesa di San Nicolò: cinque artisti con diverse personalità, Andrea Cangemi, Salvatore Carbone, Salvatore D’Addario, Nazareno Rocchetti, Lino Stronati (Stroli), quasi tutti nati nelle Marche o qui residenti da sempre, coinvolti nello spirito culturale che anima questa terra, hanno realizzato opere direttamente o liberamente ispirate a Cuba ed alla sua cultura.
Una confluenza di lontananze, viene definita questa esperienza, con modalità disparate. Ma è un modo di far confluire, seppur con difficoltà iniziali facilmente superate, linguaggi assolutamente lontani verso un unico obiettivo: Cuba. La sua gente, i suoi colori, la sua atmosfera, la sua dignità. La mostra si muoverà, poi, verso altre sedi: Filottrano, Portorecanati e Roma per l’Italia e poi, a breve, anche a Cuba.
All’inaugurazione del 10 marzo, alle ore 18, proprio per sottolineare l’importanza che la nazione del centro America dà all’iniziativa, interverranno Milagros Carina Soto Aguero, ambasciatore di Cuba in Italia, e Manuel A. Garcia Crespo, addetto agli affari culturali, scientifici e tecnici dell’ambasciata cubana. Sarà sicuramente un incontro che metterà in evidenza l’universalità dell’arte e il desiderio di “seminare e coltivare valori ed idee, con la convinzione che un mondo migliore è possibile”, come ha detto Fidel Castro.
>>> APPUNTAMENTI DURANTE LA MOSTRA PRESSO LA CHIESA DI SAN NICOLÒ:
• 14 marzo, ore 18.30: Relazione sul rapporto Italia-Cuba e aiuti umanitari, a cura dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba Circolo di Senigallia
• A seguire, ore 19.00: Concerto live del gruppo “Acevere Cuba” (musica tradizionale cubana, canto a Josè Martì)
• 17 marzo, ore 19.00: Concerto live “Swing Bosa Mina”
>>> LOCATION
Situata nel centralissimo Corso Matteotti di Jesi, la Chiesa San Nicolò è l’edificio più antico della città, documentato fin dal XII sec. Le originali forme romaniche vennero rimaneggiate nel XIV sec. con l’aggiunta di elementi gotici. È aperta in occasione di mostre e convegni. Leggi tutto...

venerdì 2 marzo 2012


da carmillaonline.com di Sandro Mosio

E’ ormai evidente che la partita che si sta giocando in Val di Susa va ben al di là delle istanze ambientali, locali e anche di condanna dello sperpero di denaro pubblico su cui è cresciuta, fin dagli anni novanta, la mobilitazione del popolo No Tav.
Oggi, tra Chianocco, Bussoleno e l’area destinata al prospetto preparatorio per il mega-tunnel ferroviario, si gioca il futuro dei rapporti tra cittadini e stato e tra capitale e lavoro.
Non solo a livello nazionale, ma, anche, a livello europeo.
Era inevitabile che la peggiore crisi affrontata dal sistema economico capitalistico occidentale dovesse dare luogo ad una radicalizzazione dei conflitti sociali ed ad un irrigidimento delle posizioni di chi è portavoce, esecutore e profittatore degli interessi del capitale finanziario internazionale.
La democrazia, ammesso che quella parlamentare possa definirsi come tale, vive di compromessi e di margini, per quanto stretti, di manovra politica ed economica, ma oggi tali margini non esistono più. Il governo dei banchieri, dietro cui si nascondono i nani della politica italiana di ogni colore, non può più ammettere alcuna concessione nei confronti delle richieste provenienti dal basso.
La separazione tra alto e basso infatti non è mai stata così netta, così definita.
Marx con la previsione dell’impoverimento progressivo del proletariato e della classe operaia ha vinto, ma un circo infinito, e scadente più di quello di Moira Orfei, cerca di distrarre l’attenzione da ciò per convincerci ad accettare ancora una merce scadente, scaduta e priva di qualsiasi garanzia. Clown, ballerine, trapezisti novantenni, prestigiatori da strapazzo, leoni sdentati e spelacchiati occupano il centro di uno spazio mediatico attorno al quale il pubblico, anche meno smaliziato, non può far altro che sbadigliare o allibire per la scarsa o nulla qualità del programma proposto.
Rimangono efficienti soltanto i domatori, con le loro fruste e con le loro pistole che usano, senza riguardo e con cinica violenza, su chiunque osi interferire con tale programma.
Tutta la retorica nazionalista e populista viene dispensata a larghe mani per giustificare la repressione e la cancellazione definitiva di qualsiasi forma di resistenza e di lotta.
L’orrido populismo pasoliniano del “poliziotto figlio del popolo” viene sbandierato insieme all’encomio per il carabiniere (“figlio di operai”) che ha sopportato la terribile provocazione di essere stato chiamato “pecorella”.
Ma il cattivo è già stato fermato e, come ai tempi della banda Dooley & Dalton o del brigantaggio post-unitario, la foto della sua cattura è stata diffusa con orgoglio.
Che schifo!
Ma questo schifo, questa violenza, quest’opera di macelleria sociale, che oggi si consuma anche sulle carni di coloro che resistono al più sfrontato degli attacchi e alla più immotivata delle spese, non potranno far altro che rafforzare ed ampliare la volontà e il fronte di chi resiste.
E questa resistenza ha già prodotto un autentico capolavoro poiché tutti i leader politici hanno dovuto gettare la maschera e mostrare il loro vero, unico volto: quello della protervia del potere, dello stato e del capitale finanziario.
Il fuoco di fila lo aveva aperto una settimana fa il solito D’Alema, come presidente del Copasir; seguito a ruota da Bersani, Alfano, Bossi e anche da coloro che, come Di Pietro e Vendola, fingono di suggerire qualche possibile trattativa per poi condannare, innanzitutto, qualsiasi offesa ai pennivendoli di regime e qualsiasi resistenza nei confronti delle uniche , vere forze del disordine.
Tanto la trattativa proposta non può essere costituita che dall’offerta del solito, immangiabile piatto di lenticchie. Tanto in Val di Susa quanto sul piano dei futuri contratti lavoro.
Ed è sicuramente ridicolo chi, come Corradino Mineo, invoca il bon ton da parte di chi fa informazione, pur difendendo tutte le ragioni di chi vuole continuare ad arricchirsi sulla pelle di milioni di giovani e di lavoratori.
Meglio chi ci chiama Feccia Rossa.
Siamo orgogliosi di essere Feccia Rossa, come i Comunardi o gli insorti di Amburgo e Berlino del primo dopoguerra, come gli operai delle magliette a strisce degli anni sessanta e i giovani guerrieri disordinati e colorati degli anni settanta.
Di là delle nostre linee non vediamo altro, però, che servi e cani da guardia fascisti del capitale finanziario internazionale!.
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mercoledì 19 ottobre 2011

Venerdì 28 ottobre ore 18:30


Cari compagni,
siete invitati a partecipare all’incontro dibattito che si svolgerà Venerdì 28 ottobre alle ore 18:30 nei locali del Circolo operaio Germontari ARCI di Via Colle Verde 2 ad Ancona dove saranno nostri ospiti il Prof. Jesús R. Pulido Catasus, economista cubano di livello internazionale, professore dell'Università de La Habana impegnato nella realizzazione delle procedure dei Lineamenti per la Politica Economica e Sociale, esperto in tematiche relative alla pianificazione, ai problemi dello sviluppo e all'economia internazionale (ulteriori informazioni nel curriculum allegato). Il Prof. Catasus ci illustrerà inoltre con chiarezza le scelte economiche della Rivoluzione scaturite dal VI Congresso del Partito Comunista di Cuba.
L’economista cubano sarà accompagnato dal Prof. Luciano Vasapollo, docente universitario a ‘La Sapienza’ di Roma, direttore del centro studi Cestes e della rivista PROTEO. Personalità molto nota della sinistra alternativa nell’occasione presenterà il suo ultimo libro “L’economia cubana non è una scienza triste”.
Al termine del dibattito chi vorrà potrà fermarsi per fare insieme una cena con piatti tipici cubani, vino, rum e dolce a soli 15 €.
Info e prenotazioni ai seguenti numeri: 339/8242575 Peppe – 334/5478822 Gianclaudio. Leggi tutto...

venerdì 14 ottobre 2011

ROMA - 15 ottobre


La manifestazione del 15 Ottobre a Roma può rappresentare una grande occasione: mettere in campo, dietro lo slogan «United for global change», una mobilitazione continentale e globale per una nuova idea di società, basata sulla giustizia sociale ed ambientale e la democrazia reale.
La scelta del potere è stata chiara: scaricare i costi della crisi sulla vita degli uomini e delle donne rendendola completamente subordinata alle leggi del profitto e, allo stesso tempo, tutelare i privilegi della classe politica, industriale e bancaria, cioè di coloro che sono i principali responsabili della condizione disastrosa che stiamo attraversando.
PARTENZA DA SENIGALLIA - prenotazione obbligatoria 333/1295984 333/8973725 Leggi tutto...

martedì 13 settembre 2011

13 anni d'ingiustizia! Libertà per i 5.


Cari compagni,
ieri 12 settembre si sono compiuti 13 anni dall'arresto dei Cinque compagni cubani, tuttora detenuti nelle carceri degli Stati Uniti.
In tutti questi anni la nostra Associazione ha fatto iniziative di ogni tipo per far conoscere l'ingiusta condanna subita dai Cinque, dopo un processo ritenuto illegale dal Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite. Anche dieci Premi Nobel, centinaia di parlamentari di tutto il mondo e diverse decine di organizzazioni legali e dei Diritti Umani di varie nazioni, Stati Uniti compresi, hanno richiesto la revisione del processo.
La parte legale del processo è terminata e solo il lavoro della solidarietà li può aiutare. Dobbiamo chiedere a gran voce al Presidente USA Barak Obama la libertà per i Cinque.
Noi del circolo Italia-Cuba di Senigallia organizzeremo nuove iniziative per richiamare l’attenzione sui cinque compagni cubani e chiediamo a tutti le persone che amano la verità e la giustizia che si attivino per far conoscere di più all'opinione pubblica italiana questo caso.
E’ inoltre importantissimo scrivere mail al presidente Obama entrando semplicemente nel sito http://www.whitehouse.gov/contact (vedi le istruzioni sotto riportate). Nella parte messaggio vi invitiamo a scrivere: President Obama, Free the Cuban Five. They are innocent.
Vi ricordiamo che grazie alle centinaia di mail che sono arrivate da tutto il mondo alla Direzione del Carcere dove era detenuto Gerardo è stato possibile farlo uscire dall'isolamento.
Bisogna credere in quello che facciamo quindi al lavoro cari compagni e compagne,solo cosi possiamo aiutare i Cinque.

GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE RIUSCIRETE A FARE PER PORRE FINE A QUESTA INGIUSTIZIA.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

Il direttivo del Circolo ‘Sado Sadovski’ Senigallia.

DIFFERENTI FORME PER COMUNICARE CON LA CASA BIANCA
PER TELEFONO: 202-456-1111
SE SI CHIAMA DA FUORI GLI STATI UNITI MARCARE IL CODICE INTERNAZIONALE DEL RISPETTIVO PAESE + 1 (Codice UE) 202.456.1111
PER FAX: 202 456-2461
Se si invia un fax da fuori degli Stati Uniti MARCARE IL CODICE INTERNAZIONALE DEL RISPETTIVO PAESE + 1 (Codice UE) 202-456.2461
PER POSTA ELETTRONICA: HTTP://WWW.WHITEHOUSE.GOV/CONTACT
Istruzioni per le persone che non leggono inglese per inviare un messaggio di posta elettronica al Presidente Obama
vanno riempite solo le domande con un asterisco (*)
Dove dice First Name scrivere il proprio nome
Dove dice Last Name scrivere il cognome
Dove dice E-mail scrivere indirizzo di posta elettronica
IMPORTANTE: “Type” non ha l' asterisco però DOVETE CLICCARE SU “Internacional” PER POTER CONTINUARE.
Dove dice Country scrivere il vostro Paese
Dove dice Subject: scegliete “Foreign Policy”
Dove dice Message scrivere il vostro messaggio che non deve contenere oltre 2.500 caratteri.
Alla fine copiate testualmente la frase CHE appare nello spazio dove dice “type the two words” lasciando uno spazio tra le due parole.
Per inviare il messaggio cliccate su Submit Leggi tutto...

lunedì 22 agosto 2011

Domenica 18 settembre visita al Museo F.lli Cervi e al Campo di prigionia di Fossoli.


Domenica 18 settembre 2011
Organizziamo una gita in pullman alla scoperta dei
LUOGHI DELLA MEMORIA
Museo dei Fratelli Cervi Gattatico RE
Ex campo di Prigionia di Fossoli Carpi MO


PROGRAMMA:
06:30 Partenza da Jesi Porta Valle
07:00 Partenza dalla stazione di Senigallia
10:30 Arrivo a Gattatico, visita guidata del Museo Alcide Cervi.
13:00 Pranzo con porchetta nel parco del Museo Cervi.
15:00 Partenza per Carpi
16:00 Visita guidata al campo di prigionia di Fossoli.
18:00 Rientro con sosta in autogrill
21:00 Arrivo a Senigallia
21:30 Arrivo a Jesi

Nella quota di partecipazione di 35 euro (20 euro per i minori di 18 anni) sono compresi:
-Viaggio in pullman gran turismo
-Pranzo con porchetta, salumi, dolce, vino, rum, grappa e bibite!
-Ingresso con visita guidata al Museo Cervi e all’ex campo di prigionia di Fossoli.

Info e prenotazione (entro il 10 settembre) ai seguenti numeri: Peppe 339/8242575 - Maurizio 333/3745938 - Gianclaudio 334/5478822

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’ANPI, l’ARCI e l’Associazione LIBERA di Jesi, al fine di poter disporre al meglio l’assegnazione dei posti chi volesse partecipare è pregato di prenotare con anticipo e dare conferma entro il 10 settembre.

La gita non si effettuerà nel caso in cui il numero dei partecipanti fosse inferiore a 45.


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giovedì 11 agosto 2011

E' il capitalismo bellezza!


L’Italia, non da oggi, è di fatto commissariata dalla BCE, sperando che non arrivi il turno del Fondo Monetario Internazionale. La politica in quanto tale non conta più nulla, ogni decisione economica (cioè le uniche decisioni che dettano l’indirizzo di un governo e marcano le differenze fra destra e sinistra) vengono prese direttamente dalla sede della Banca Centrale Europea, nonché dai famigerati mercati. Vediamone le conseguenze.
Quella che salta agli occhi più nettamente è che questa cosiddetta crisi finanziaria, o attacco speculativo all’Italia, ha di fatto sospeso la democrazia nel nostro paese, dopo averlo fatto con la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda e la Spagna (più altre decine di stati “sovrani” in giro per il mondo nelle mani del FMI). I governi in carica non hanno la possibilità di decidere alcunché; proprio come negli anni belli delle dittature latinoamericane, chi decide quali politiche attuare sono alcune strutture economiche controllate dai fondi d’investimento, dalle grandi multinazionali e da alcune grandi banche. E’ in atto un colpo di stato contro la democrazia occidentale, che si sta sperimentando nei paesi più esposti per “sondare” il terreno. La politica, fino a prova contraria, è l’unico strumento che può realizzare lo sviluppo democratico di un territorio. Se la politica non influisce più, se gli si tolgono gli strumenti per governare, ci sono buoni motivi per avere paura. Proprio quella che dovremmo avere tutti noi in questo momento. Abbiamo gridato (giustamente) al fascismo di ritorno nel quale stavamo sprofondando, al neoliberismo che ci governava, a una democrazia svuotata di significato e contenuti. Ma non è niente rispetto a quello che potrebbe accadere se l’Italia accettasse gli aiuti internazionali.
Altro piccolo problema: è stato preparato da mesi il terreno culturale per questo colpo di stato strisciante. Da tempo, e specialmente in questi ultimi giorni, è in atto una equiparazione semantica fra i concetti di “mercato” e “cittadini”. I mercati che bocciano la finanziaria italiana vengono dipinti come insieme di cittadini, risparmiatori, contribuenti, investitori, che bocciano la politica del governo. Un crollo a Piazza Affari viene equiparato ad un sondaggio contro Berlusconi. L’unica soluzione proposta per porre fine a questa ondata speculativa viene individuata nel governo tecnico. E invece i mercati non sono i cittadini, non sono i risparmiatori, non sono gli investitori privati. I mercati azionari non sono formati dai cittadini, il cittadino non investe in borsa. La borsa è il terreno in cui si operano le plusvalenze fra le grandi società azionarie. E’ il terreno della finanza. Il cittadino non ha accesso alla borsa. Tutt’al più, quei pochi cittadini che hanno ancora soldi da parte e intendono investirli in banca comprano i Buoni del Tesoro. Nessuno gioca con la borsa, e soprattutto non sono quelli che determinano perdite o ricavi con le loro vendite. Le borse sono il terreno di caccia dei grandi fondi speculativi, che vendendo o comprando in blocco milioni di euro in titoli determinano le perdite o i guadagni in borsa.
Nessun insieme di cittadini, italiani o esteri, sta bocciando l’Italia. Sono i grandi fondi speculativi, lo ribadiamo per l’ennesima volta, che stanno provando a debilitare il sistema finanziario italiano per poi passare al raccolto, cioè al commissariamento del paese, l’intervento dei fondi salva stati e del FMI, con conseguente svendita e privatizzazione di tutta l’industria nazionale. E’ un gioco che è andato avanti per un secolo intero in altre parti del mondo, dall’Asia all’America Latina all’Africa.
I mercati quindi non sono il termometro dell’opinione pubblica verso il governo. Questa infame ricostruzione ideologica ha però ormai pervaso ogni racconto pubblico di ciò che sta accadendo. Ogni analisi parte dal presupposto che il governo deve dare fiducia ai mercati, oppure sondare l’umore degli investitori, o anche rispondere agli stimoli provenienti dalle borse. E’ una delle più false (e riuscite) intossicazioni della percezione pubblica di ciò che sta accadendo.
Incredibilmente, in questo teatro del non-sense che è l’Italia, tutti questi discorsi che abbiamo fatto li sta facendo il centrodestra, che è costretto a ribattere a tutte le accuse assurde che gli vengono rivolte dal centrosinistra. Nel nostro paese è il centrosinistra il portavoce dei mercati, dei governi tecnici, dei tagli al welfare, dei pareggi di bilancio, della controriforma delle pensioni, della controriforma continua del mercato del lavoro; mentre al centrodestra è lasciato il compito di ribattere politicamente a queste accuse dicendo paradossalmente una parte della verità: l’attacco finanziario all’Italia è appunto fatto dai grossi speculatori internazionali, che non sono i cittadini che hanno paura e vendono azioni, ma sono i fondi d’investimento che muovono milioni di azioni e determinano il quadro finanziario del nostro paese.
Proprio per questa ragione, l’Italia è l’unico paese del mondo che non sta protestando contro la crisi e i suoi effetti, ma avalla unanimemente la cura neoliberista, come la CGIL, che firma senza vergogna il documento di smantellamento dello stato sociale con la Confindustria. Protestano in tutti i paesi d’Europa sotto attacco, tranne che in Italia. La ragione, come abbiamo detto prima, è che il portavoce del governo BCE-FMI è proprio il centrosinistra. A fronte di un centrodestra impegnato a smentire questa falsissima lettura della situazione.
Le opzioni invocate in questi giorni come rimedi necessari per fare fronte alla crisi sono le solite di questo infame trentennio: la riforma del mercato del lavoro, come se non fosse stato riformato a più riprese in questi anni e sempre in chiave neoliberista e precarizzante; l’aumento dell’età pensionabile, da portare a settant’anni; il taglio netto dello stato sociale; e, infine, la cosa più ridicola del mondo: i tagli alla politica e la soppressione delle province. Come se non esistessero le province in tutto il mondo (in Francia hanno addirittura le elezioni cantonali, si avete capito bene, oltre a regioni, dipartimenti e comuni hanno anche i cantoni); come se tagliare cento o duecento deputati sia un possibile palliativo a questa crisi.
Questo è il dramma culturale in cui siamo sprofondati, cercare di uscire dalla crisi chiedendo una “moralizzazione” della politica, senza contare il panorama politico in cui le opposizioni di centrosinistra appoggiano le ricette neoliberiste e il governo di centrodestra che non sa cosa dire. E’ il capolavoro culturale del capitale: quello di comprendere in sé ogni forma di opzione politica presente su un territorio. Destra e sinistra non hanno più ragion d’essere, sono due fazioni politiche del neoliberismo che governa l’Italia. E chi dovrebbe stare all’esterno di questo teatrino neoliberista, tenta di guadagnarsi una sua visibilità cercando l’accordo proprio con chi è complice di tutto ciò che sta accadendo nel nostro paese. Invece di rivendicare, oggi più che mai, una nostra effettiva autonomia politica, ci dibattiamo ancora su quale strategia elettorale portare avanti per abbattere Berlusconi. Stiamo ancora a Berlusconi, non avendo capito che la democrazia in Italia potrebbe non essere più una cosa scontata. da Militant
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