venerdì 12 settembre 2014

Trionferanno le idee giuste o trionferà il disastro.




FIDEL CASTRO: LA GRANDEZZA DI UN UOMO
A 88 anni di vita, il leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, rappresenta un paradigma di lotta per la pace e la verità nel mondo.
La sua militanza rivoluzionaria, l’autenticità e la coerenza lo hanno trasformato in uno dei più grandi leaders di tutti i tempi, perché la Rivoluzione cubana ha reso realtà un clima di giustizia che molti sognano.
Con la sua straordinaria lungimiranza ha guidato la lotta del popolo cubano per il consolidamento del processo rivoluzionario, lo sviluppo verso il socialismo e le trasformazioni economiche e sociali.
Doti personali, come l’impegno di ascoltare sempre la volontà popolare, lo hanno portato al posto d’onore che occupa come leader storico della Rivoluzione.
Anche se si è ritirato dall’attività pubblica nel 2006 per motivi di salute, mantiene una perfetta vitalità, come dimostrano le sue Riflessioni.
NÈ LEGGENDA, NÈ MITO.
Nelle sue Riflessioni, Fidel trasmette fiducia nel futuro e la sua capacità di prevederlo. La sua vasta cultura e la sua esperienza come leader gli permettono un’ampia visione per prevedere gli avvenimenti e anticipare i fatti.
A 88 anni, continua la sua lotta perché un mondo migliore sia possibile, con precise critiche contro l’ordine economico globale vigente, contro lo sperpero delle risorse naturali e, più di recente, sul genocidio contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza.
Fidel carismatico, giusto e ottimista nell’avvenire, non è né una leggenda né un mito: è solo un uomo come pochi, la cui tenacia ha ispirato e incoraggia i cubani ad affrontare la politica ostile del Nord e a preservare quello che ha conquistato.

Di seguito una sua lucida Riflessione sull'attuale situazione mondiale  e sui possibili terribili sviluppi futuri.

 “La società mondiale non conosce tregua negli ultimi anni, particolarmente da quando la Comunità Economica Europea, sotto la direzione ferrea ed incondizionata degli Stati Uniti, ha considerato che era arrivata l’ora di saldare i conti con quello che restava di due grandi nazioni che, ispirate nelle idee di Marx, avevano portato a termine la prodezza di mettere fine all’ordine coloniale ed imperialista imposto al mondo dall’Europa e dagli Stati Uniti.  
Nell’antica Russia è esplosa una rivoluzione che ha commosso il mondo.
Si aspettava che la prima gran rivoluzione socialista si sarebbe sviluppata nei paesi più industrializzati dell’Europa, come Inghilterra, Francia, Germania e l’Impero Austro-Ungarico. Questa, tuttavia, ha avuto luogo in Russia il cui territorio si estendeva in Asia, dal nord dell’Europa fino al Sud dell’Alaska che era anche stato territorio zarista, venduto per alcuni dollari al paese che sarebbe posteriormente il più interessato nell’attaccare e distruggere la rivoluzione ed il paese che l’ha generata.
La maggiore prodezza del nuovo Stato è stato creare un’Unione capace di raggruppare le sue risorse e condividere la sua tecnologia con gran numero di nazioni deboli e meno sviluppate, vittime inevitabili dello sfruttamento coloniale. Sarebbe o no conveniente nel mondo attuale una vera società di nazioni che rispettasse diritti, credenze, cultura, tecnologie e risorse di luoghi accessibili del pianeta apprezzati da tanti esseri umani, che vorrebbero conoscerli? E non sarebbe molto più giusto che tutte le persone che oggi, in frazioni di secondo, si comunicano da un estremo ad un altro del pianeta, vedano negli altri un amico od un fratello e non un nemico disposto a sterminarlo coi mezzi che è stata capace di creare la conoscenza umana?
Per credere che gli esseri umani potrebbero essere capaci di albergare tali obiettivi, penso che non esiste nessun diritto per distruggere città, assassinare bambini, polverizzare abitazioni, a seminare da tutte le parti terrore, fame e morte. In che angolo del mondo potrebbero giustificarsi tali fatti? Se si ricorda che alla fine del massacro dell’ultima contesa mondiale il mondo si illuse con la creazione delle Nazioni Unite, è perché gran parte dell’umanità le ha immaginate con tali prospettive, benché non fossero definiti perfettamente i suoi obiettivi. Un inganno colossale è quello che si  percepisce oggi quando sorgono problemi che insinuano la possibile esplosione di una guerra con l’impiego di armi che potrebbero porre fine all’esistenza umana.
Esistono individui negligenti, apparentemente non pochi, che considerano un merito la loro disposizione a morire, ma soprattutto ad ammazzare per difendere privilegi vergognosi.Questo è l'inizio del post.Molte persone si meravigliano ascoltando le dichiarazioni di alcuni portavoci europei della NATO quando si esprimono con lo stile ed il volto delle SS naziste. In occasioni perfino si vestono con abiti oscuri in piena estate.
Noi abbiamo un avversario abbastanza poderoso come lo è il nostro vicino più prossimo: gli Stati Uniti. Gli abbiamo avvertiti che avremmo resistito al bloqueo, benché questo potesse implicare un costo molto elevato per il nostro paese. Non c’è peggiore prezzo che capitolare di fronte al nemico che ti aggredisce senza ragione né diritto. Era il sentimento di un popolo piccolo ed isolato. Il resto dei governi di questo emisfero, con rare eccezioni, si erano sommati al poderoso ed influente impero. Non si trattava da parte nostra di un atteggiamento personale, era il sentimento di una piccola nazione che era una proprietà dagli inizi del secolo non solo politica, ma anche economica degli Stati Uniti. La Spagna c’aveva ceduto a questo paese dopo avere sofferto quasi cinque secoli di colonialismo e di un incalcolabile numero di morti e perdite materiali nella lotta per l’indipendenza.
L’impero si è arrogato il diritto di intervenire militarmente a Cuba in virtù di un perfido emendamento costituzionale che ha imposto ad un Congresso impotente ed incapace di resistere. A parte di essere i padroni di quasi tutto a Cuba: abbondanti terre, le maggiori centrali di canna da zucchero, le miniere, le banche e perfino la prerogativa di imprimere il nostro denaro, ci proibiva di produrre leguminose sufficienti per alimentare la popolazione.
Quando l’URSS si è disintegrata ed è anche sparito il Campo Socialista, abbiamo continuato a resistere, ed insieme, lo Stato ed il popolo rivoluzionario, proseguiamo la nostra marcia indipendente.
Non desidero, tuttavia, drammatizzare questa storia modesta. Preferisco piuttosto sottolineare che la politica dell’impero è tanto drammaticamente ridicola che non tarderà molto nel passare nell’immondezzaio della storia. L’impero di Adolf Hitler, ispirato nell’avidità, è passato alla storia senza più gloria che l’alito apportato ai governi borghesi ed aggressivi della NATO che li converte nello zimbello dell’Europa e del mondo, col suo euro, che come il dollaro, non tarderà a trasformarsi in carta straccia, chiamata a dipendere dallo yuan ed anche dai rubli, davanti alla vigorosa economia cinese strettamente unita all’enorme potenziale economico e tecnico della Russia.
Qualcosa che si è trasformato in un simbolo della politica imperiale è il cinismo.
Come si conosce, John McCain è stato il candidato repubblicano alle elezioni del 2008. Il personaggio è uscito alla luce pubblica quando nella sua condizione di pilota è stato abbattuto mentre il suo aeroplano bombardava la popolosa città di Hanoi. Un missile vietnamita l’ha raggiunto in pieno volo ed aereo e pilota sono caduti in un lago ubicato nelle vicinanze dalla capitale, attiguo alla città.
Un antico soldato vietnamita già ritirato che si guadagnava la vita lavorando nelle prossimità, vedendo cadere l’aeroplano ed un pilota ferito che tentava di salvarsi si è mosso per soccorrerlo; mentre il vecchio soldato prestava questo aiuto, un gruppo della popolazione di Hanoi che soffriva gli attacchi dell’aviazione, correva per saldare i conti con l’assassino. Lo stesso soldato ha persuaso il popolo a non farlo, perché era già un prigioniero e la sua vita si doveva rispettare. Le stesse autorità yankee si sono comunicate col Governo pregando che non si agisse contro questo pilota.
A parte le norme del Governo vietnamita di rispetto ai prigionieri, il pilota era figlio di un Ammiraglio dell’Armata degli Stati Uniti che aveva svolto un ruolo riconosciuto nella Seconda Guerra Mondiale e stava ancora occupando un importante incarico.
I vietnamiti avevano catturato un pezzo grosso in questo bombardamento e come è logico, pensando alle conversazioni inevitabili di pace che dovevano mettere fine alla guerra ingiusta che avevano imposto, hanno sviluppato un’amicizia con lui che era molto felice di trarre tutto il vantaggio possibile da questa avventura. Questo, naturalmente, non me l’ha raccontato nessun vietnamita, né io non l’avrei mai domandato. L’ho letto e si adatta completamente a determinati dettagli che ho conosciuto più tardi. Ho anche letto che un giorno Mister McCain aveva scritto che essendo prigioniero in Vietnam, mentre era torturato, ha ascoltato voci in spagnolo consigliando i torturatori che cosa dovevano fare e come farlo. Erano voci di cubani, secondo McCain. Cuba non è mai stata consulente in Vietnam. I suoi militari conoscono perfettamente bene come fare la guerra.
Il Generale Giap è stato uno dei capi più brillanti della nostra epoca che in Dien Bien Phu è stato capace di ubicare i cannoni in selve intricate e ripide, fatto che i militari yankee ed europei consideravano impossibile. Con questi cannoni sparavano da un punto tanto prossimo che era impossibile neutralizzarli senza che le bombe nucleari colpissero anche gli invasori. Gli altri passi pertinenti, tutti difficili e complessi, sono stati usati per imporre alle forze circondate europee una resa vergognosa.
La volpe di McCain ha tratto tutto il vantaggio possibile dalle sconfitte militari degli invasori yankee ed europei. Nixon non ha potuto persuadere il suo consigliere di Sicurezza Nazionale Henry Kissinger, che accettasse l’idea suggerita dallo stesso Presidente quando in momenti di rilassamento gli diceva perché non gli lanciamo una di quelle bombe Henry? La vera bomba è arrivata quando gli uomini del Presidente hanno tentato di spiare i loro avversari del partito opposto. Questo sì che non si poteva tollerare!
Nonostante ciò, l’attuazione più cinica del Sig. McCain è stata quella nel Vicino Oriente. Il senatore McCain è l’alleato più incondizionato di Israele nei grovigli del Mossad, qualcosa che né i peggiori avversari sarebbero stati capaci di immaginare. McCain ha partecipato insieme a questo servizio segreto alla creazione dello Stato Islamico che si è impadronito di una parte considerabile e vitale dell’Iraq, come dicono, di un terzo del territorio della Siria. Tale Stato conta già con entrate miliardarie, e minaccia Arabia Saudita ed altri Stati di questa complessa regione che somministra la parte più importante del combustibile mondiale.
Non sarebbe preferibile, lottare per produrre più alimenti e prodotti industriali, costruire ospedali e scuole per le migliaia di milioni di esseri umani che ne hanno bisogno disperatamente, promuovere l’arte e la cultura, lottare contro malattie di massa che portano alla morte oltre la metà dei malati, lavoratori della salute o tecnici che, come sembra, potrebbero eliminare finalmente malattie come il cancro, l’ebola, la malaria, la dengue, la chikungunya, il diabete ed altre che colpiscono le funzioni vitali degli esseri umani?
Se oggi risulta possibile prolungare la vita, la salute ed il tempo utile delle persone, se è perfettamente possibile pianificare lo sviluppo della popolazione in virtù della produttività crescente, la cultura e lo sviluppo dei valori umani, che aspettano a farlo?
Trionferanno le idee giuste o trionferà il disastro.
Fidel Castro Ruz
31 agosto 2014.E questo è il resto.


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