lunedì 9 agosto 2010

BENTORNATO FIDEL!



L'intervento di Fidel alla sessione straordinaria dell'assemblea nazionale del "Poder Popular"

clicca qui sotto per vedere il video.
cubainformacion.tv
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venerdì 6 agosto 2010

Riceviamo dal direttivo nazionale e con sollievo pubblichiamo una notizia che riguarda Gerardo, uno dei 5 eroi cubani detenuti illegalmente ormai da quasi 12 anni nelle carceri USA. LIBERTA' PER I CINQUE - VOLVERAN !

Per: Comitato Direttivo Nazionale, Comitato Garanzia,Coordinatori Regionali ed a tutti i Circoli

Cari compagni,
vi comunico la buona notizia che Gerardo è stato tolto dal "buco" e trasferito nella sua cella "normale".
Sospendete pertanto il vostro dissenso riguardo a questa situazione, ma vi invito a continuare ogni tipo di iniziativa fino ad arrivare alla definitiva liberazione dei Cinque compagni cubani.

Sergio Marinoni
Presidente

Gerardo Hernández non è più nel buco - da Prensa Latina.

Nel bel mezzo di un'intensa campagna condotta dai suoi avvocati e da migliaia di sostenitori in tutto il mondo, le autorità degli Stati Uniti hanno oggi liberato Gerardo Hernández Nordelo, uno dei cinque eroi, da giorni in isolamento in una cella di punizione.

Il Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque cubani negli Stati Uniti ha riportato la notizia, in un comunicato stampa, per dire che i sostenitori hanno inviato migliaia di e-mail al Bureau of Prisons per chiedere la sua liberazione.
Leonard Weinglass, uno degli avvocati di Gerardo, lo ha visitato questo fine settimana con il collega avvocato Peter Schey.
Martedì scorso egli ha descritto a Gloria La Riva (del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque) le condizioni spaventose e crudeli a cui era sottoposto Gerardo.
"Gerardo è di buon umore, ma in realtà è sofferente. In un clima di oltre 100 gradi (Fahrenheit pari a circa 38° Celsius...ndt) , l'aria era così soffocante che Gerardo giaceva sul pavimento inalando l'aria che scorreva sotto la porta", ha detto l'avvocato.
Non ha potuto prendere le medicine per la pressione sanguigna come prescrittegli dal medico per il caldo intenso. Non ha potuto usare la doccia perché era acqua bollente. Weinglass ha segnalato che le lenzuola che gli sono state date erano sporche e ha dovuto lavarle nel lavandino.
L'avvocato ha detto che la difesa ha inviato una lettera di cinque pagine al carcere con tutte le violazioni commesse mettendolo in isolamento. Leggi tutto...

sabato 31 luglio 2010

Gerardo ritorna in cella di isolamento.


È stato di nuovo incarcerato nel buco, nonostante i suoi accertati problemi fisici . Oltre tre mesi senza assistenza medica.
Lino Lubén Pérez
Ricardo Alarcón, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha denunciato l’ennesimo isolamento al quale è stato sottoposto Gerardo Hernández Nordelo, uno dei cinque antiterroristi cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti.
Hernández Nordelo è di nuovo nel buco dal 21 luglio e sono stati inutili i tentativi di Cuba di contattare le autorità della prigione ed il Dipartimento di Stato cercando di chiarire la situazione, ha avvertito Alarcón nelle dichiarazioni rese alla stampa nel Palazzo delle Convenzioni dell’Avana.
Alarcón ha considerato il fatto in termini molto gravi, dato che Gerardo si trova in una cella piccola, di due metri per uno, che condivide con un altro prigioniero, e dove non c’è ventilazione, perché si deve respirare in un piccolo orifizio al di sopra della parete.
Il Governo statunitense sa che Gerardo ha problemi fisici per i quali ha richiesto di essere visitato fin da aprile da un medico, cosa che gli è stata concessa solo il 20 luglio, quando gli sono stati diagnosticati problemi che richiedono cure mediche.
Apparentemente è un problema con un batterio che, stando al dottore, starebbe circolando tra la popolazione del carcere, e che ha anche presentato casi gravi. Non sappiamo, tuttavia, se questa sia la condizione di Gerardo, poiché non gli sono state fatte le analisi appropriate, e lui è stato condotto nel buco il giorno dopo della visita, ha spiegato il medico.
Ha anche aggiunto che Gerardo presenta alterazioni della pressione arteriosa, cosa comprensibile poiché – pur essendo un uomo giovane, che ha appena compiuto 45 anni – è confinato in condizioni difficili da quasi 12, anche se si è sempre dimostrato fermo.
Ci preoccupa la sua mancanza di salute – e soprattutto di visite specialistiche – aggravata nel buco perché la temperatura nella prigione supera i 35 gradi Celsius, ha informato.
La situazione che stiamo denunciando è grave. Stiamo seguendo i fatti sperando che cessino oggi stesso o domani. Stiamo cercando di trovare ogni via possibile di soluzione, e siamo in contatto con i suoi avvocati, ma se non la troveremo, l’Assemblea Nazionale dovrà pronunciarsi.
Da quando ce ne siamo resi conto, in via extra-ufficiale, abbiamo cominciato a inviare reclami alle autorità statunitensi ma non abbiamo ricevuto risposte che ci abbiano chiarito la vicenda, ed il perché della misura, ha spiegato.
Recentemente Isabel, la sorella di Gerardo, lo aveva visto e aveva potuto comprovare le condizioni nelle quali si trovava: era arrivato alla visita con le mani ed i piedi incatenati e avevano parlato per telefono attraverso un muro di vetro.
Non abbiamo nessuna informazione e ci chiama all’attenzione che Gerardo sia stato citato da vari ufficiali del Buró Federale di Indagini, che sono andati alla prigione e che hanno avuto un ruolo nella vicenda del suo isolamento. Evidentemente non è un’azione che viene dalla prigione, ha ribadito.
È curioso che sia la terza volta in questa ingiusta detenzione dei nostri Cinque Eroi, che portano Gerardo nel buco, sempre quando si fanno le procedure per l’appello.
Lui dovrebbe stare lavorando con i suoi avvocati sul suo habeas corpus, e questo il Governo degli USA lo sa, ha precisato Alarcón.
In questo momento, Gerardo non può comunicare con i suoi avvocati, ne per corrispondenza ne per telefono, è totalmente isolato e – per colmo – con condizioni di salute che mettono in pericolo la sua intergità fisica, della quale il Governo statunitense è interamente responsabile.
Alarcón ha reso l’intervista a rappresentanti della stampa accreditata al V periodo ordinario di sessioni dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, le cui 12 Commissioni di lavoro continuano oggi le proprie riunioni.

(Traduzione Granma Int) Leggi tutto...

giovedì 15 luglio 2010

Festa dei popoli - Ancona Forte Altavilla 15-16-17 luglio


Il Circolo di Senigallia sarà presente con un proprio stand al Forte Altavilla. In quest'occasione verrà promossa una campagna di sensibilizzazione sul caso dei 5 cubani reclusi ormai da 12 anni nelle carceri USA per aver combattuto il terrorismo.
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lunedì 28 giugno 2010

Appello internazionale.



Honduras, 29 giugno 2009 - 29 giugno 2010.

In occasione del 1° Anniversario della Resistenza, uniamoci al

Cammino della Rifondazione dell’Honduras

Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) rappresenta gli interessi di tutto un popolo, che persiste nella lotta contro l'attuale regime repressivo mascherato da democrazia. La Resistenza cresce quotidianamente e si estende attraverso tutto il territorio nazionale, coordinando le diverse agende politiche e sociali in un solo progetto unitario, col quale si è cominciato ad erigere i pilastri su cui si costruirà una nuova società in Honduras.

Dopo colpo di stato del 28 giugno 2009 è crollato il già indebolito Stato di Diritto, ed il piccolo gruppo imprenditoriale che aveva sequestrato il legittimo presidente delle e degli honduregni si è mantenuto al potere grazie alla violenza delle forze repressive (Polizia Nazionale e Forze Armate dell’Honduras), assassinando, pestando, catturando, violentando ed obbligando all'esilio centinaia di honduregni ed honduregne. I “golpisti” che destituirono Manuel Zelaya Rosales, sono gli stessi che ora esibiscono Porfirio Lobo, come fantoccio, per continuare a consolidare il loro regime di violenza.

Ciò che i criminali non s’aspettavano è l'enorme coraggio del popolo honduregno, che ora è deciso a lottare fino alla fine. La Resistenza si fonda sulla costruzione del Potere Popolare dalla base e sulla partecipazione diretta di tutti i settori, alla costruzione di una proposta politica che dia risposte alla grave crisi che vive il paese.

Andiamo verso la Costituente per creare l’ambito legale che ci permetta, come popolo organizzato, di riprendere il destino della nostra patria e strapparla dalle mani meschine del piccolo gruppo che mantiene il governo in stato di sequestro.

I popoli del mondo hanno seguito da vicino la nascita della resistenza ed il suo consolidamento. Ora siamo ad una nuova dimostrazione di forza con la presentazione di oltre un milione di Dichiarazioni Sovrane, con cui, come cittadine e cittadini, ignoriamo questo governo illegale e privo di legittimità ed invitiamo la popolazione a convocare una nuova Assemblea Nazionale Costituente.

Questo 28 giugno compiamo il nostro primo anniversario come Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), ma non lo facciamo ricordando l'assalto alla democrazia da parte dei golpisti, al contrario celebreremo la nascita della vera democrazia popolare, che ha iniziato il suo percorso verso la rifondazione dello Stato e la costruzione di un futuro giusto, paritariamente, per tutti e tutte.

La Resistenza honduregna invita tutti i popoli del mondo a prender parte a questo progetto rifondatore e rivoluzionario, a seguirlo da vicino e ad unirsi alla celebrazione del primo anno di cammino verso la vittoria

V’invitiamo a visitare la nostra pagina ufficiale: www.resistenciahonduras.net per conoscere da vicino le distinte attività che si svolgeranno, scaricare i vari documenti ufficiali e informativi, fare voi stessi una convocazione in questa data di resistenza, che non è solo nostra, ma di tutti i popoli del mondo in lotta.

Il Fronte Nazionale di Resistenza invita tutte le persone, organizzazioni o gruppi di compagni e compagne solidali col popolo dell’Honduras, ad accompagnarci con attività politiche di pressione contro il regime.

Questo 28 giugno nessuna voce rimarrà inascoltata ed ogni presidio, corteo, comunicato, forum o riunione a sostegno di noi honduregni ed honduregne, che invaderemo in massa le strade, si sommerà alla forza che oggi sta costruendo nel nostro territorio il vero Potere Popolare.

Ringraziamo in anticipo per tutte le azioni che svolgerete, e vi offriamo i nostri contatti per stringere legami e permettere a tutto il popolo honduregno di sapere che non siamo soli né sole, che tutto il mondo lotta con l’Honduras in questa trincea di giustizia e dignità.

Un abbraccio solidale in Resistenza, Compagne e Compagni internazionalisti.

Commissione Internazionale (CI) - Fronte Nazionale di Resistenza Popolare

ci_coordinacion@resistenciahonduras.net

Honduras, Centro America

Contatti:

Betty Matamoros, Coordinatrice CI: bmflores2009@yahoo.com

Dirian Pereira: dirianbeatrizpereira@yahoo.com

Gerardo Torres: unita1984@hotmail.com
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lunedì 21 giugno 2010

2^ Festa Nazionale dell' A.N.P.I. Ancona 24-25-26-27 giugno.


Il Circolo 'S.Sadovski' di Senigallia sarà presente con il proprio banchetto il 24-25-26 e 27 giugno ad Ancona alla Mole Vanvitelliana dove si svolgerà la 2^ festa nazionale dell' A.N.P.I.
In questa importante manifestazione presenteremo una mostra fotografica dedicata a Gino Donè Paro, il partigiano italiano imbarcato sul Granma intitolata "il partigiano dei due mondi".Vi aspettiamo.
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giovedì 10 giugno 2010

Sabato 19 giugno 2010.


PRESSO IL CIRCOLO OPERAIO “GERMONTARI – ARCI”
VIA COLLEVERDE, 2 ANCONA (ZONA GRAZIE)
ORE 18:00 DIBATTITO

“AMERICA LATINA, MOVIMENTI DI MASSA ED ORGANIZZAZIONI DI CLASSE”

INTERVENGONO:
LIDIA MANGANI – ASSOCIAZIONE MARX XXI
GIAMPIERO PELAGALLI – DIRETTIVO REGIONALE CGIL
ENZO DI BRANGO – DIRETTORE RIVISTA “NUESTRA AMERICA”
EDOARDO MENTRASTI – COORDINATORE REGIONALE SEL
RODOLFO DAL PANE – RESPONSABILE PROGETTO RETI INFORMATICHE DELL’ASSOCIAZIONE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA

ORE 20:30 CENA LATINOAMERICANA
PICADILLO HABANERO (carne trita con spezie e peperoni)
ARROZ CON PUERCO (riso con arrosto di maiale)
FRIJOLES NEGROS (fagioli neri)
POSTRE DE COCCO (dolce di cocco)
PAN-VINO-AGUA Y RON
MUSICA LATINOAMERICANA

CONTRIBUTO CENA 20.00 euro
PER I VEGETARIANI COMUNICARLO ALLA PRENOTAZIONE
INFO E PRENOTAZIONI: 333/3745938 - 339 8242575 - 335 423701
LE PRENOTAZIONI SI POSSONO EFFETTUARE ANCHE TRAMITE MAIL
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lunedì 31 maggio 2010

dalle ore 11 a ROMA, V.le del Policlinico 131.


da FULVIO GRIMALDI riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

Cari amici e compagni, il dado è tratto. Ho ascoltato il suggerimento della maggioranza di voi, che consiglia l'incatenamento piuttosto che lo sciopero della fame, per ora, e mi troverò in catene sotto Liberazione, Viale del Policlinico 131, Roma, il 31 maggio dalle ore 11.00. Chi vorrà venirmi a trovare è grandemente il benvenuto. Qui in calce c'è la lettera che ho mandato ai direttori e alle agenzie che hanno firmato l'appello della FNSI contro la legge-bavaglio. Vi aspetto!

AI DIRETTORI DEI GIORNALI E DELLE AGENZIE CHE HANNO FIRMATO L’APPELLO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA CONTRO LA “LEGGE BAVAGLIO”

LIBERTA’ D’ESPRESSIONE: DAL 31 MAGGIO, ORE 11, IL GIORNALISTA FULVIO GRIMALDI SI INCATENA SOTTO LA SEDE DI “LIBERAZIONE” , ROMA, VIALE DEL POLICLINICO 131,


Cari Direttori,
siete impegnati in questi giorni contro la famigerata legge sulle intercettazioni, detta “legge-bavaglio”, che intende inibire ai mezzi d’informazione di svolgere il loro diritto di cronaca e che così pone un limite anticostituzionale alla libertà d’espressione e di stampa.
Vi potrà interessare, in questo contesto, che il quotidiano del PRC “Liberazione” ha anticipato nel 2003 questa legga liberticida e persiste tuttora nel medesimo atteggiamento, nonostante il conclamato cambio di linea politica successivo alla fine della segretaria Bertinotti.
Giornalista professionista dal 1970, nel maggio 2003, collaboratore a contratto dal 1999 di Liberazione con una rubrica fissa, “Mondocane” e con reportages sulle situazioni di conflitto in varie parti del mondo, venni licenziato su due piedi, con interruzione immediata del rapporto contrattuale, comunicatami unicamente con una telefonata dell’amministratore Belisario, per aver pubblicato un articolo su Cuba che risultava non gradito all’allora segretario Bertinotti. Alla mia richiesta di una comunicazione ufficiale scritta, con le motivazioni del provvedimento, non venne data risposta. Alle proteste di migliaia di lettori, iscritti e dirigenti del partito, la direzione del giornale e lo stesso Bertinotti risposero con giustificazioni assolutamente false: non mi sarei attenuto al tema ambientalista affidatomi. Un assurdo, alla luce di cinque anni di articoli che di tutto trattavano, oltreché di ambiente, dalla guerra nei Balcani, ai conflitti in Palestina e in Iraq.
Mi rivolsi alla magistratura del lavoro e ottenni che in primo grado il giornale venisse condannato a pagarmi le retribuzioni dovute e a risarcirmi il danno morale, di immagine, professionale ed economico, con 100.000 euro. In appello, con Bertinotti presidente della Camera, tale sentenza venne contro ogni consuetudine giurisprudenziale rovesciata nel suo contrario e “Liberazione” pretende ora il pagamento di quella somma, di cui non dispongo, e mi ha già fatto pervenire il precetto esecutivo, pena il pignoramento dei miei beni. Tutto questo porta al soffocamento di una voce che da oltre mezzo secolo ha potuto esprimersi liberamente su testate come la BBC, Paese Sera, Giorni Vie Nuove, Il manifesto, Nouvel Observateur, The Middle East, L’Espresso, La Repubblica, il Tg1 e il Tg3. In questi ultimi due telegiornali ricorderete forse che svolsi un lavoro, risultato assai popolare, di giornalista ambientalista e inviato di guerra.
Il PRC e “Liberazione” allora sostenevano la lotta in difesa dell’Art.18 e oggi sono impegnati in prima linea nella difesa della libertà di stampa e di espressione minacciati dal provvedimento legislativo attualmente in discussione in Parlamento. E’ paradossale che, su questo sfondo, il partito e il giornale insistano nell’imporre a un collega, di nulla colpevole, ma vittima di un inequivocabile abuso, una sentenza e un’ inaccettabile punizione finanziaria che concretizzano proprio quella censura che oggi si combatte. Dov’è la coerenza? Vi sarei grato per un’attenzione a questa vicenda nelle vostre pubblicazioni. Da lunedì 31 maggio, ore 11, intendo incatenarmi sotto la sede di Liberazione.
Fulvio Grimaldi
visionando@virgilio.it
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domenica 23 maggio 2010

10 mila pazienti curati con il farmaco cubano


CubaDebate.cu
Più di 10mila pazienti di dieci di paesi, compresa Cuba, sono stati curati con successo con il “Heberprot-P”, farmaco studiato e prodotto nell’Isola, lider mondiale del trattamento delle ulcere del piede diabetico.
Il Dottor Héctor Álvarez, direttore dell’ Instituto de Angiología y Cirugía Vascular, ha dichiarato che questo farmaco facilita la chiusura delle lesioni e permette la diminuzione di amputazioni nella maggioranza dei casi, salvando – così – arti che prima erano condannati alla mutilazione.
Tra i paesi che usano il Heberprot-P, sviluppato dal Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología, figurano Venezuela, Argentina, México, República Dominicana, Serbia, Libia, Tunisia e Algeria.
In quest’ultimo il Dottor Álvarez ha annunciato che comincerà prossimamente un programma nazionale; un gruppo di esperti cubani partiranno per questo paese..
Del totale dei pazienti curati con successo da questo farmaco, circa 3mila sono cubani.
“Heberprot-P” è uno dei risultati scientifici rilevanti della Nazione nel 2009 nel campo della biotecnologia e prodotti farmaceutici, insieme a vaccini tetravalenti e pentavalenti, nuove formulazioni dell’interferone Alfa e Gamma, anticorpi monoclonali e altro.
A livello mondiale le lesioni del piede diabetico rappresentano un grave problema di salute e si calcola che nel 2025 saranno circa 300 milioni le persone malate di questa infermità cronica, che provoca un alto numero di decessi e una elevata percentuale di amputazioni. Leggi tutto...

sabato 15 maggio 2010

Brigata internazionale di lavoro volontario "José Martí " 2010.



Che cos’è la brigata internazionale di lavoro volontario
José Martí a Cuba?

È una vacanza? È volontariato? È un’attività di conoscenza? È un’esperienza di vita comunitaria?
È tutto questo, e molto altro.
Innanzitutto, è una brigata, cioè, molto semplicemente, è un gruppo di persone.
Una brigata è formata da persone di ogni tipo e ogni età, dagli adolescenti agli anziani, da persone che viaggiano a Cuba per la prima volta, a persone che la frequentano da anni, da persone che conoscono molto bene il panorama politico mondiale a persone che hanno appena iniziato ad accostarsi a temi come quelli che vengono sviluppati nel programma realizzato dall’ICAP (Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos). È un’esperienza di vera condivisione, vera solidarietà, e vera conoscenza dell’organizzazione e del socialismo cubano.
Sono possibili prese di posizione discusse all’interno della brigata, sulla base di documenti politici, normalmente redatti dal capobrigata, aventi come obiettivo la solidarietà con Cuba e l’informazione corretta sulla sua situazione socioeconomica.

La brigata è internazionale.
Conta numerose delegazioni provenienti da vari Paesi d’Europa. L’ultima in particolare (luglio 2009) ha visto la partecipazione di 19 nazioni europee ed è stata contemporanea alla Brigata di Puerto Rico, per un totale di oltre 250 volontari oltre al personale dell’organizzazione ICAP.
Ciò significa che dalla colazione al lavoro (nei campi e/o negli edifici pubblici da ristrutturare come scuole, ospedali o altro), dai dibattiti, alle serate di svago, tutto è una girandola di lingue, idee, usi, lineamenti, racconti diversi.
La brigata è una brigata di lavoro.
Per quanto riguarda le giornate lavorative l’esperienza, è unica e forse indescrivibile, faticosa e appagante.
Seppur limitato, si tratta di un aiuto alle cooperative cubane simbolico ma concreto: il lavoro è lavoro vero e, per questo, lavoro che insegna.
Il lavoro della brigata è lavoro volontario.
Chi sceglie il lavoro volontario non fa una scelta a caso. Sceglie di usare il suo tempo e la sua energia per fare qualcosa di piccolo ma pur sempre prezioso, per se stesso e allo stesso tempo per qualcun altro.
In particolare partecipare ad una brigata a Cuba significa lavorare per un popolo costretto a condizioni difficilissime dal blocco economico imposto dagli USA ormai da 50 anni. E che, ciononostante, resta un popolo brillante, ribelle e giusto.
Il Campamento Julio Antonio Mella, che ospita orgogliosamente le brigate come questa, non offre solo la possibilità di passare un periodo in un posto meraviglioso e in maniera anticonvenzionale e interessantissima, ma dà anche la possibilità di sperimentare che si può vivere in modo diverso dal nostro, in cui spesso ci troviamo immersi nella ricchezza, nell’ipocrisia, nell’indolenza e nella carenza di valori e ideali.
La brigata permette di comprendere le difficoltà di un mondo diverso, lontano, vittima dell’ingiustizia, ma che è comunque capace di accogliere, comprendere a sua volta, e farti sentire importante.
La brigata è anche tanto divertimento.
I momenti di attività lavorative e informative (conferenze, documentari, incontri con autorità visite, etc.) si alternano a spazi dedicati allo svago: musica dal vivo, teatro, cinema, mare, escursioni, ballo, “fiesta” e chi più ne ha più ne metta.
La stanchezza degli impegni quotidiani non diminuisce la voglia di divertirsi e stare insieme.
Ovviamente ogni forma di sballo e droga è bandita.
PER INFO E CURIOSITA’:
promozionebrigata@libero.it
italiacuba.senig@gmail.com Leggi tutto...